Allagamenti: l'assessore Colombo sposa la tesi degli ambientalisti DOLZAGO(p. zuc.) «Cementificare la roggia Bigiola è già costato paurosi allagamenti»: lo documenta, foto alla mano, l'assessore all'ecologia, Roberto Colombo. GLI AMBIENTALISTI Contro altre opere di questo tipo si sono schierati giorni fa gli ambientalisti; i lavori sono in corso da parte di privati. «La roggia Bigiola proviene dalla collina di Sirone ? la descrive l'assessore ? e, attraversando Dolzago, scorre tra filari di piante fino a raggiungere la zona industriale, nuovamente di Sirone: a monte delle piante c'è il cantiere contestato dagli ambientalisti; da questo punto in poi, però, la Bigiola è già canalizzata in cemento e descrive curve fino a 120 gradi per aggirare i capannoni». «Ancora più a valle di circa 500 metri ? prosegue Colombo ? la Bigiola sparisce addirittura sotto i piazzali delle fabbriche autorizzate nel ventennio scorso dagli amministratori comunali di Sirone». «UN FIUME PERICOLOSO» «La roggia ? afferma l'assessore di Dolzago - diventa un fiume pericoloso durante i temporali quando un'enorme quantità di acqua non riesce a incanalarsi tutta nei tratti intubati, il cui calibro ? ironizza ? le è stato concesso dai tecnici ?responsabili? che li hanno autorizzati; straripa, quindi, allagando la zona industriale a danno delle proprietà, proprio a causa degli interventi che hanno modificato il corso e il calibro senza lo studio idrogeologico pur imposto dalle autorità di bacino». «Di fronte agli ?esperti? nel rilascio delle concessioni edilizie l'assessore all'ambiente non allarga, dunque, solo le braccia ma le alza e si arrende a un certo sistema». Secondo Colombo «le opere giustamente contestate oggi dagli ambientalisti sono comunque di edilizia privata, gestita dai tecnici e dalla commissione paesaggistica formata da altrettanti esperti, il cui parere è vincolante». GLI ASSESSORI «Dunque gli assessori ?pro tempore? tacciono e, dopo un po', se ne vanno mentre i tecnici rimangono, magari forti di polizze contro i rischi determinati da una caterva di leggi e regolette diversamente interpretabili, per venire a capo delle quali un qualsiasi cittadino si deve dissanguare in avvocati considerati anche i tempi della Procure e dei Tar». «Basta aprire il giornale, scoppiano di lavoro. In tutti i settori ? conclude Colombo - non esiste nemmeno più il diritto di essere giudicati, perché c'è il rischio di morire prima».