Il caso Lo strappo di Edda Bresciani, presidente del Comitato scientifico Galeotto fu il papiro di Artemidoro. Nella lettera di dimissioni da presidente del comitato scientifico del museo egizio di Torino, pubblicata mercoledì scorso a sorpresa sul sito di Archaeogate, la professoressa Edda Bresciani non ne fa mai cenno ma vedremo che in questa storia il controverso reperto secondo alcuni esperti una delle più originali testimonianze del mondo greco, databile tra il primo secolo avanti Cristo e il primo dopo Cristo, secondo altri un falso creato nel secondo Ottocento c'entra, eccome. In una lunga lettera rivolta al presidente della Fondazione del museo egizio, Alain Elkann, Edda Bresciani, docente a Pisa e accademica dei lincei, confermata dal ministro per i Beni culturali Sandro Bondi nel secondo mandato quadriennale, annuncia con toni educati ma fermi le proprie dimissioni. Tra i motivi che l'hanno spinta all'irremovibile decisione l'illustre scienziata lamenta l'abbandono «senza chiarimento alcuno» di alcuni progetti proposti dal comitato, come la mostra sul «Ritratto » per cui «si erano già fatti venire i massimi esperti mondiali dell'argomento». Ma soprattutto la decisione presa dal Consiglio di amministrazione, di cui Elkann è presidente, anche lui al secondo mandato quadriennale, di sostituire tre membri del comitato scientifico. «Avrei desiderato scrive la Bresciani che mi si fosse consultata, o almeno informata preliminarmente». Tra i membri sostituiti c'è il professor Claudio Gallazzi, il papirologo dell'università statale di Milano che assieme a Salvatore Settis, direttore della Normale di Pisa, e a Bärbel Kramer, dell'università di Treviri, certificò l'autenticità del papiro. «È chiaro spiega Elkann che poiché il museo egizio di Torino, sentiti il parere della direttrice Eleni Vassilika, della sovrintendenza archeologica e del comitato scientifico, deve decidere sull'accettazione in comodato d'uso del papiro di Artemidoro, non può deliberare serenamente se nel comitato scientifico siede l'eminente studioso che ne ha certificato l'autenticità. Personalmente sono felice se il papiro viene a Torino, ma la sostituzione di Gallazzi è un fatto di deontologia oltre che di eleganza». La questione è molto delicata perché la Fondazione del museo egizio fa capo a Stato, Regione, Provincia, Comune, Cassa di Risparmio di Torino e Compagnia di San Paolo, che acquisì il papiro. Quanto alle dimissione di Edda Bresciani, Elkann esprime tutto il suo rammarico: «Le ho chiesto tre volte di ritirare le dimissioni. Inutilmente. Probabilmente il ministero la sostituirà con uno studioso di grande valore da lei stessa indicato: Alessandro Roccati. Certo, avrei preferito che tutti questi annunci non si facessero sui siti internet o sui giornali». E sui tagli alle mostre? «È in atto una grave crisi economica e abbiamo dovuto fare delle scelte, puntando sul grande progetto di allargare il museo».