Roma rassicura Cacciari «L'Arsenale non si vende» Rumiz: discutiamo assieme A vedere la brochure preparata dal ministero della Difesa per il Mipim di Cannes, la fiera internazionale del mercato immobiliare, una qualche preoccupazione per le sorti dell'Arsenale sorge. Il «programma di razionalizzazione» delle strutture militari prevede di mettere in vendita un migliaio tra ex caserme, forti e arsenali di tutta Italia. E l'Arsenale di Venezia è uno di questi gioielli che secondo il ministro Ignazio La Russa potrebbe diventare un albergo extra-lusso. Non a caso nella brochure l'immagine dell'Arsenale torna a più riprese, come uno dei beni più prestigiosi del pacchetto. Preoccupazioni per le sorti dell'Arsenale che ieri hanno spinto il sindaco Massimo Cacciari a telefonare al sottosegretario alla Difesa per avere delucidazioni in merito. E la risposta è stata tutto sommato rassicurante. «A quanto mi ha riferito il sottosegretario spiega il sindaco nessuno vuole vendere l'Arsenale per farci un albergo. C'è, questo è vero, un'area dove è prevista la destinazione alberghiera ed è l'area degli ex Sommergibilisti». Il Piano regolatore in effetti contempla la destinazione ricettiva, anche se finora si era sempre parlato di «foresteria », ad uso degli ospiti delle attività produttive e culturali dell'Arsenale. «Ma può anche essere un hotel extra- lusso, io comunque non sono affatto preoccupato». Un po' più cauta Mara Rumiz, assessore al Patrimonio, che auspica di poter discutere con il ministero della Difesa delle destinazioni delle strutture militari all'Arsenale. «Ci era stato comunicato dal ministero qualche tempo fa dell'intenzione di valorizzare alcuni beni patrimoniali in loro possesso dice . Però ritengo che non sia pensabile che l'unico modo per valorizzare un bene sia la destinazione alberghiera. Chiedo pertanto al ministero che si sieda a un tavolo insieme agli enti locali e si concordi per la realizzazione di cose utili per la città, come stiamo facendo con il Demanio». Molto preoccupato è invece Roberto D'Agostino, presidente dell'Arsenale spa che si sta occupando della riqualificazione della parte nord dell'area. «Il Comune deve dire una volta per tutte che l'Arsenale è un bene inalienabile. Cosa farebbe Roma se si volesse realizzare un albergo al Colosseo?», si chiede. «Bisogna dire che l'Arsenale è un bene della città, e non si può decidere altrove, alla faccia del federalismo. E' il luogo più significativo sul piano fisico, economico e simbolico di Venezia, rappresenta il futuro della città storica». Secondo D'Agostino, che quando era assessore all'Urbanistica a Ca' Farsetti ha seguito da vicino la redazione della variante al Prg riguardante l'Arsenale, in realtà non sarebbe così scontata la trasformazione degli «ex sommergibilisti» in un albergo di lusso. «Lì è prevista una foresteria, una sorta di campus, non un hotel extra-lusso. Se il ministero vorrà trovare qualcuno che finanzia la realizzazione di questa struttura, ben venga. In ogni caso le destinazioni le decide il Comune». Serena Spinazzi Lucchesi Storico