Il caso Il soprintendente ha annunciato ricorso al Consiglio di Stato Bianco sfida Andreassi «Sul progetto mai veti» «L'intera superficie del mio lotto non rientra all'interno del Parco Rudiae, la cui centralità è ben lontana dal comparto 41» «Il mio progetto ha superato tutte le procedure tecniche ed amministrative e nel corso degli anni non c'è mai stato nessun veto. Poi la Sovrintendenza si è improssivamente svegliata e sono cominciati i miei problemi. Ma io ho ragione e la sentenza favorevole del Tar ne è una conferma ». L'imprenditore leccese Salvatore Bianco, ex assessore al Comune, è un fiume in piena e, dopo l'annunciato ricorso al Consiglio di Stato da parte del sovrintendente archeologico Giuseppe Andreassi, esce allo scoperto e spiega la sua verità sul complesso residenziale comparto 41 che vuole realizzare nei pressi del parco archelogico di Rudiae. Le accuse Spiega Bianco: «Il lotto interessato è un investimento di circa 30 anni fa, molto tempo prima che mi sfiorasse l'idea di entrare in politica. Al momento dell'acquisto della superficie, così come indicato nel vecchio programma di fabbricazione della città di Lecce, risultava già essere edificatoria, fra la più totale indifferenza della sovrintendenza a quel provvedimento urbanistico. Così come muta e indifferente è stata in occasione dell'approvazione del Prg che ne confermava la destinazione edificatoria ». E ancora: «Inoltre mai nessuna osservazione è stata mossa da alcuno, sino a quel momento compreso il professor D'Andria. Lo stesso va detto per le successive approvazioni di commissione consiliare, giunta, consiglio comunale, ufficio urbanistico, vigili del fuoco e Sovrintendenza senza che nessuno mai abbia posto alcun veto». Per Bianco, poi, «nessun veto poteva essere posto perchè l'intera superficie del lotto non rientrava e non rientra all'interno del Parco Rudiae, la cui centralità è ben lontana dal comparto 41. Chi afferma il contrario si sbaglia. Ciò vale per chi ha fatto apparire reperti di straordinaria bellezza che non ricadono nel comparto 41». L'imprenditore aggiunge: «La mia qualifica di assessore in quel periodo ha amplificato gli effetti nuocendomi in modo devastante. Ma ancora più devastanti sono stati i provvedimenti della Sovrintendenza che ha dormito per 50 anni, risvegliandosi qualche anno fa ponendo vincoli diretti e indiretti sulla mia proprietà vanificando ingenti risorse impegnate per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria». I vincoli ed i suoli Conclude: «Vincoli imposti con abuso di potere e violazione di ogni genere, senza dar mai conto alle osservazioni da me formulate volta per volta. Che il comparto dovesse partir male, lo si evince sin dall'inizio dei lavori quando fui accusato di essermi appropriato di suoli comunali senza aver corrisposto alcuna somma. Falso. Tutto ciò è il frutto di episodi estremamente sfortunati? O invece è la sintesi di una perfetta e occulta regia al solo fine di nuocermi?».