Il premier: non ci saranno abusi. Dubbi della Lega Il premier annuncia il ddl per venerdì: le famiglie potranno avere una o due stanze in più Galan (Veneto): non ci sarà alcuno scempio, si opererà sul patrimonio edilizio esistente ROMA - Serve «per smuovere leconomia», per rimettere in moto ledilizia «ferma e impastoiata da mille burocratismi». Darà «a chi ha una casa e nel frattempo ha ampliato la famiglia la possibilità di aggiungere una o due stanze». Senza rischi di abusi, garantisce Berlusconi. Il piano straordinario per ledilizia si farà, e subito: alla prossima riunione del Consiglio dei ministri, «venerdì faremo il provvedimento», chiarisce il premier. Per il ministro delle Infrastrutture Matteoli è possibile trovare punti di incontro sul provvedimento perché «è una necessità non solo delle Regioni di centrodestra ma di tutto il Paese». Giusto riparlare del piano per il leader leghista Bossi, che però frena: «Alcuni ci credono molto, io meno». Ora toccherà alle Regioni valutare il documento, discusso con Veneto e Sardegna, e che potrebbe essere ripreso in gran parte dal governo con una norma nazionale da affiancare a quelle regionali. Il piano dà il via libera a un aumento delle cubature del patrimonio edilizio con la possibilità per le Regioni che lo accettano di ampliare gli edifici esistenti del 20, di abbattere edifici realizzati prima del 1989 per ricostruirli, con il 30 di cubatura in più in base agli «odierni standard qualitativi, architettonici, energetici», di abolire il permesso di costruire e sostituirlo con una dichiarazione di conformità da parte del progettista. Ma la maggioranza delle Regioni già frena sul testo che dovrebbe essere alla base della normativa che vuole rivoluzionare le norme su costruzioni e ristrutturazioni. Se il Veneto si candida a fare da apripista, e per il governatore Galan «non ci sarà alcuno scempio, ma si tratterà di operare sul patrimonio edilizio esistente», e la Sardegna è favorevole, lAbruzzo è pronto a valutare il piano e la Sicilia lo «sposa pienamente», come dice lassessore ai Lavori pubblici della giunta Lombardo, Gentile, ma molti governatori di centrosinistra sono perplessi perché temono soprattutto limpatto ambientale. È cauto il governatore lombardo Formigoni: «Tutto ciò che va nella direzione della sburocratizzazione e della accelerazione dei procedimenti normativi non può che essere positivo», dice. E precisa: «Studieremo il progetto con un atteggiamento di apertura, ma anche con prudenza, per ciò che può andare a discapito del territorio. Quello della Lombardia è già fortemente antropizzato». Frena anche lassessore lombardo al Territorio, il leghista Boni: «Abbiamo approvato una legge che restringe i poteri dei Comuni per impedire di occupare nuovo suolo pubblico». Bocciatura dal Piemonte: «Discutibile la proposta di permettere di aumentare la cubatura nelle parti esterne, senza controlli: potrebbe provocare disastri nel patrimonio architettonico e nel paesaggio», dice Mercedes Bresso. In Piemonte una legge permette già di ampliare la cubatura per interventi di ecoedilizia e per le ristrutturazioni di mansarde e parti interne degli edifici. Il piano preoccupa il presidente della Regione Emilia Romagna, Errani; Martini lo bolla come «una proposta inaccettabile, costruita solo con alcune regioni, anziché attraverso un confronto con tutte». Anche in Toscana si possono ampliare le superfici abitative o installare impianti di energia rinnovabile «con i contributi regionali e senza far saltare leggi e regolamenti», dice il governatore. Per Marrazzo, governatore del Lazio, è «una forma surrettizia di condono». Rilanciare ledilizia è un volano utile, ma bisogna ripartire da quella pubblica, dice Burlando, governatore della Liguria. Contraria la presidente della Regione Umbria, Lorenzetti, il governatore delle Marche, Spacca, chiede di «evitare la deregulation». E "no" anche da Campania, Puglia e Basilicata. Perplesso Loiero: «Si può raggiungere meglio lobiettivo con incentivi reali come quelli che la Calabria ha messo a disposizione e senza cambiare le regole».
Berlusconi: "Via al piano edilizia" ma molte Regioni dicono no
Il premier Berlusconi ha annunciato un piano straordinario per la ledilizia, che consentirà alle famiglie di ampliare la loro casa con una o due stanze in più, senza rischi di abusi. Il piano prevede l'aumento della cubatura del patrimonio edilizio con la possibilità di ampliare gli edifici esistenti del 20% e di abbattere edifici realizzati prima del 1989 per ricostruirli con il 30% di cubatura in più. Il piano sarà discusso con le Regioni e potrebbe essere ripreso in gran parte dal governo con una norma nazionale. Molti governatori di centrosinistra sono perplessi a causa del timore di un impatto ambientale.
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