Lo scrittore Baricco può esprimere le sue legittime opinioni sul teatro da non finanziare e magari dire anche qualche sciocchezza in proposito (la legge non lo vieta!). Ma una cosa è certa: Baricco non può provocare danni al teatro, dato che il suo potere decisionale in materia è nullo. Al contrario l'attuale ministro Bondi, che potere ne possiede, ha già prodotto guai al teatro e più in generale alla cultura con tagli finanziari orizzontali e pertanto indiscriminati. Il suo predecessore al ministero, Rutelli, aveva almeno predisposto un piano di sostegno al comparto teatro-formazione, avendo colto il nesso educativo tra arte teatrale e crescita culturale per le giovani generazioni, piano subito accantonato dall'ineffabile ministro Pdl. Tant'è che Barbareschi, noto personaggio del mondo dello spettacolo, uomo, come si sa, di chiaro orientamento di destra, ha criticato duramente non certo Baricco, ma il ministro Bondi. A buon diritto. Già lo Stato italiano era buon fanalino di coda tra i Paesi europei più avanzati in merito agli investimenti sulla cultura, ci mancava questo ulteriore scadimento. Questo si dice anche all'amico editore Dino Dini il quale tra l'altro nella sua lettera pubblicata su queste pagine sembra esultare perchè «il vento della Sardegna» avrebbe, a suo dire, «spazzato via il forum Pd del teatro e della cultura». Debbo contraddirlo: il forum non è stato spazzato via. Soltanto nell'ultimo incontro, martedì 21 scorso mese, in concomitanza con le dimissioni di Veltroni, si è ritenuto di aggiornare la seduta ad altra data per consentire agli esponenti Pd che sono nel forum di partecipare al dibattito nelle varie sedi di partito. Cosa normale nei partiti, almeno in quelli democratici, quando si dimette un segretario nazionale. Quanto infine al «vento di Sardegna» l'esperienza di questi ultimi decenni di vita politica ci fornisce il dato che il vento del favore popolare non soffia sempre nella solita direzione. Ogni tanto a sinistra, ogni tanto a destra. «Credette Cimabue tener lo campo, e ora ha Giotto il grido, sì che la fama di colui è scura». Meditiamo sulle parole del grande poeta, caro Dini, perchè il trionfalismo fazioso prepara spesso nelle democrazie cocenti disillusioni. Carlo Rotelli (coordinatore Forum Pd teatro e cultura)