Anche l'Archivio di Stato rischia di rimanere vittima della forbice del governo Berlusconi. I tagli alle attività e ai beni culturali potrebbero far perdere il ruolo di direttore alla struttura di Lucca, che verrebbe accorpata a quella di Firenze. L'allarme lo lancia la lista civica "Per Lucca e i suoi paesi", che chiede chiarezza al ministro della Cultura Sandro Bondi, anche sulla chiusura della sede della Soprintendenza in città. «Nel continuo e ripetuto taglio dei fondi alle attività e ai beni culturali - affermano gli esponenti della lista - è oggi, purtroppo, sempre più coinvolto uno dei principali e più prestigiosi istituti della nostra città: l'archivio di Stato». «La tradizione archivistica della scuola lucchese - proseguono - è importantissima ed ha prodotto risultati culturali e di ricerca straordinari negli ultimi due secoli. I fondi conservati nell'archivio, insieme con quelli di altri archivi cittadini, in particolare dell'archivio Arcivescovile, costituiscono un patrimonio unico ed inestimabile». «Purtroppo - continuano - da alcuni anni, si assiste ad una progressiva riduzione del personale dell'archivio di Stato. Questa riduzione sta portando, fatalmente, a difficoltà nella gestione dell'attività dell'istituto del quale fanno parte anche importanti laboratori di restauro e legatoria». «Ora si paventa addirittura il rischio - concludono i rappresentanti della lista - che venga meno l'autonomia dell'istituto, con il rischio che venga ad essere soppresso il posto dirigenziale del direttore, accorpando il nostro archivio a quello di Firenze».
LUCCA. Archivio di Stato a rischio taglio
L'Archivio di Stato di Lucca rischia di perdere il ruolo di direttore a causa dei tagli alle attività e ai beni culturali. La lista civica "Per Lucca e i suoi paesi" chiede chiarezza al ministro della Cultura Sandro Bondi sulla chiusura della sede della Soprintendenza in città. L'archivio di Stato di Lucca ha una tradizione archivistica importante e conserva fondi unici e inestimabili. La riduzione del personale sta portando difficoltà nella gestione dell'istituto, con il rischio di soppressione del posto dirigenziale del direttore. L'archivio potrebbe essere accorpato a quello di Firenze.
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