DA ALCUNI giorni la Soprintendenza dei Beni Storici ed Artistici è del tutto acefala. Dopo il pensionamento, anni fa, dell'ultimo soprintendente titolare (Giuliana Algeri), è iniziato l'avvicendamento dei dirigenti ad interim, con momenti di totale vuoto che hanno messo a dura prova gli uffici. Ora la Lapi se ne va (avrà la direzione dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, e la soprintendenza di Lucca), e ricomincia per la nostra soprintendenza un periodo di sofferenza. I funzionari fanno il possibile (Donati e Boggero, senza alcun incentivo, garantiscono l'ordinaria amministrazione ed anche qualcosa di più) ma è messa del tutto a rischio la stessa attendibilità della Soprintendenza. Per intenderci: un'operazione come quella della splendida mostra della "Sacra Selva", nel 2004, con decine di migliaia di visitatori, che non a caso è stata curata da Boggero e Donati, non sarebbe oggi possibile perché presuppone anni e anni di lavoro sul territorio. «Si sta diffondendo una pericolosa concezione della tutela quale semplice esercizio di ingegneria amministrativa, un esercizio possibile anche per chi non abbia che generiche conoscenze sul patrimonio storico e artistico della Liguria. A chi giova tutto questo - C'è qualcuno nelle istituzioni locali, dalla Regione ai Comuni, che abbia qualcosa da dire in merito?» commentano in Soprintendenza. E mentre per la Soprintendenza ai Beni Archeologici oramai da un anno c'è una soprintendente "condivisa" con il Lazio e il Veneto ragion per cui la sua presenza sul nostro territorio è quantomeno sporadica, la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Monumentale si accinge a salutare Gianni Bozzo, l'architetto responsabile del centro storico, il funzionario che ha seguito i cantieri più importanti degli ultimi "rivoluzionari" anni genovesi. Gianni Bozzo ha vinto il concorso da soprintendente e quindi subito dopo l'estate prenderà posto in alcune delle soprintendenze vacanti, tra le più importanti in Italia. D. B.