Il monumento a De Ferrari a pezzi, quello ai Mille "abbandonato" UNA STATUA-simbolo abbandonata e un'altra che rischia il dimenticatoio. Ambedue molto imponenti, molto rilevanti nella storia anche artistica della città. Ma nessuno ne reclama la valorizzazione, meno che mai il Comune che ne è proprietario. Le parole di rammarico, di denuncia, sono di Franco Boggero e Piero Donati, che in una Soprintendenza acefala da tempo, svolgono le più diverse funzioni. Di osservatorio soprattutto. «Ci vantiamo di avere una conoscenza del territorio che nessun'altro possiede», dicono. La loro segnalazione, improntata alla protesta, riguarda la statua di Raffaele De Ferrari Duca di Galliera e il Monumento ai Mille di Quarto. La prima è ricoverata da anni in un deposito del Servizio Strade sul greto del Polcevera, è in uno stato di fatiscenza pietoso, segata a pezzi al momento della rimozione dal suo piedistallo, il nobile materiale del bronzo aggredito da vari inquinanti, rovi e rampicanti attorno. Del secondo ha conosciuto una prima fase di recupero solo la figura di Garibaldi: «Poi - incalzano Boggero e Donati - siccome il Comune non ha sollecitato con la necessaria solerzia il ministero perché completasse il finanziamento del restauro, alla fine quel finanziamento è bloccato e, a quel che ci risulta, non è più utilizzabile». Ma ancor più li angoscia la sorte della scultura di Raffaele De Ferrari, cui la città nel 1896 eresse per riconoscenza perchè il Duca di Galliera, tra le altre munificienze, aveva donato una cifra considerevole per il porto. Così si era chiesto a Giulio Monteverde, uno scultore eccellente, piemontese ma di adozione genovese, autore di opere all'interno e all'esterno di Staglieno di incomparabile bellezza, di erigere un monumento. Che è stato, dal 1896 e fino a dieci anni fa, fra la Stazione di Principe e la Stazione Marittima. Svettante, in modo che i naviganti lo notassero dal mare. Un primo progetto comunale prevedeva la ricollocazione in un piazzale fra le due stazioni, delle ferrovie e del metro. Progetto decaduto. I due storici dell'arte sollecitano: «Davanti a Palazzo del Principe c'è un immenso spazio, il posto adatto per una scultura così particolare, così alta, quasi una torre». Per Rubattino c'era stato quasi un concorso di idee fra la gente. Il Duca di Galliera, che ha fatto molto per il progresso di questa città, sta a pezzi, avvolto dai rovi e dall'oblio. Il Monumento di Quarto, invece, un meraviglioso bronzo dello scultore Eugenio Baroni, inaugurato nel 1915 alla presenza di D'Annunzio, è in una piazza tenuta in modo quanto meno disordinato: «Una "torta nuziale" di macchine e motorini, un assemblaggio di raccoglitori della spazzatura, un capolinea, una selva di cartelli stradali, la pavimentazione a pezzi - osservano in Soprintendenza - Il Comune, che è proprietario del monumento e che per legge ha il dovere di tutelarlo, dovrebbe rendersi conto che non è compatibile con un ambiente così degradato». Insomma dovrebbe diventare un'area monumentale. Intanto sarebbe già un primo passo occuparsi del monumento. È stato il Cnr ad intervenire facendo una vasta e capillare campagna di indagine per meglio conoscere quel tipo di aggressione che esercitano gli agenti marini sul bronzo. Quindi è stato finanziato e sostenuto il primo lotto di restauro. Solo la figura centrale di Garibaldi, l'uomo nudo, sfidante, con i pugni stretti è stata ripulita: 80 mila euro la prima fase, ve ne sarebbero stati a disposizione altri 200 mila per concludere il restauro - della Vittoria che incorona, delle spoglie di uomini e di eroi - in due successivi lotti. Così annunciava il Comune in concomitanza degli eventi dedicati al bicentenario della nascita di Garibaldi. «Al Ministero, che pochi mesi fa lo ha avvisato che i rimanenti soldi non erano in quel momento più a disposizione, forse bisognava rispondere con una maggior forza», concludono i due storici della Soprintendenza.
LIGURIA - Genova dimentica le statue dei suoi eroi
Il monumento a Raffaele De Ferrari Duca di Galliera e il Monumento ai Mille di Quarto sono due opere d'arte in stato di degrado. La statua di De Ferrari è stata ricoverata in un deposito per anni e si trova in uno stato di fatiscenza. Il Monumento ai Mille è stato oggetto di un primo recupero, ma il finanziamento del restauro è stato bloccato. I due storici dell'arte, Franco Boggero e Piero Donati, hanno denunciato la situazione e chiesto al Comune di valorizzare le opere. Il Comune è proprietario del Monumento ai Mille e dovrebbe tutelarlo, ma non ha fatto nulla. I due storici hanno anche sollecitato il Ministero per completare il finanziamento del restauro.
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