La Sicilia intende recuperare tutti i suoi tesori, custoditi gelosamente da millenni nei suoi fondali, per valorizzarli, immergendosi nelle tradizioni antiche. Il sogno ambizioso, accarezzato quattro anni fa dall'assessore regionale ai Beni culturali Fabio Granata alla vista del Satiro danzante attribuito a Prassitele, è divenuto realtà. Si chiama Soprintendenza del Mare ed è un nuovo strumento per coordinare la ricerca archeologica subacquea in Sicilia, per la difesa del paesaggio, delle tradizioni e dei mestieri legati al mare. Un organismo unico nel suo genere in Italia, il secondo in Europa. Un esperimento simile, infatti, si trova solo in Grecia, ad Atene.