Il premier: venerdì la legge che permette di aumentare le cubature dal 20 al 30. "Ma non ci saranno abusi". No da molte Regioni "Possibili una-due stanze in più". Pd e ambientalisti: una catastrofe ROMA - «Venerdì faremo il provvedimento sul piano casa che avrà effetti straordinari sulledilizia, ma che non permetterà abusi». Lo ha annunciato ieri il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, spiegando che le famiglie potranno ampliare di «una o due stanze» le abitazioni e aumentare le cubature fino al 20-30. La reazione di Pd e ambientalisti: «Sarà una catastrofe, torneremo alla speculazione degli anni Sessanta». Dubbi anche dalle Regioni. Con la libertà di ampliare le case o di ricostruirle, passerà anche la libertà di distruggere definitivamente lassetto urbanistico e territoriale delle nostre città, della nostra campagna, del nostro paesaggio. Una devastazione annunciata, come un male minore, in nome della crisi che attanaglia leconomia mondiale e in particolare quella italiana. Sarà in realtà un super o un maxi-condono, un "condonissimo", quello che il Consiglio dei ministri si accinge a varare nella prossima seduta, allinsegna di unemergenza che invece a parole lo stesso presidente del Consiglio si ostina a nascondere o a sottovalutare. Quasi un provvedimento da economia di guerra, nel disperato tentativo di arrestare il declino e invertire la tendenza, anche a costo di depredare le ultime riserve di un patrimonio collettivo, naturale e ambientale. È un evidente controsenso, per non dire un raggiro o un inganno, che il progetto prevedendo lampliamento del 20 per cento degli edifici esistenti e la ricostruzione di quelli vecchi di almeno ventanni con il 30 per cento di cubatura in più ï si richiami esplicitamente agli "attuali standard qualitativi, architettonici ed energetici". Da una parte, insomma, si dà via libera alla cementificazione selvaggia; dallaltra, sinvoca il rispetto dei parametri in vigore, come un alibi o un paravento. E ciò è tanto più paradossale per il fatto che è appena qualche mese fa è il governo in carica aveva rimesso in discussione, e anzi parzialmente revocato, gli sgravi fiscali disposti dal governo precedente sulle ristrutturazioni e sugli interventi per il risparmio energetico. Non è un caso, daltronde, che "loperazione condonissimo" parta dal Veneto e si proietti verso la Sardegna, sotto la guida congiunta dei governatori delle due Regioni, entrambi di centrodestra. Da Nord-est a Sud-ovest, dalle villette venete alle villone sarde, secondo un federalismo di comodo, la nuova licenza dabuso è destinata a sostituire su commissione la vecchia licenza edilizia: basterà la perizia giurata di un tecnico, ingaggiato dal medesimo soggetto privato che poi ne beneficerà. Non scopriamo oggi che Berlusconi è un "palazzinaro", il campione di quella casta di costruttori, imprenditori edili e speculatori immobiliari che qui più che altrove hanno fondato le proprie fortune sul consumo di territorio e sulla rendita fondiaria. Questa è, per così dire, la sua "cultura di governo". Ma non è accettabile che un tale saccheggio venga giustificato in forza della crisi economica, e quindi in funzione dellinteresse generale, proprio in un Paese come il nostro dove il turismo rappresenta tuttora la prima industria nazionale. Forse, il "condonissimo" servirà alle Regioni e ai Comuni per fare un po di cassa. E alle imprese delledilizia per sostenere il loro giro daffari. Ma sicuramente non servirà allItalia per rilanciare la propria offerta di natura, arte e cultura, sul mercato internazionale dei viaggi e delle vacanze.