Lassessore replica alle critiche degli architetti: "È illuminismo cinico" Il piano non è partito, Oddati deve già difenderlo. «Ho avuto limpressione che le critiche fossero dettate, più che da una lettura attenta, da illuminismo cinico». Il piano è quello del Comune per il centro storico, 220 milioni per riqualificazione e sviluppo in aree tematiche. Le critiche sono quelle di Dal Piaz, Gravagnuolo, Lepore e Pane, nel dibattito aperto da Repubblica. Oddati, lei dice illuminismo cinico. Sono pregiudizi? «È comprensibile, forse, non del tutto accettabile. Il lavoro riscritto con larchitetto e assessore Pasquale Belfiore, è frutto di confronti assidui con Regione, Arcidiocesi, Direzione dei beni paesaggistici e culturali, con il benestare dellUnesco». Senza dialogo con la città? «Istanze, critiche e proposte ci sono giunte: con quelle siamo intervenuti sul vecchio piano di Laudadio. Del resto, laccento da me posto sulla necessità della condivisione mi pareva evidente: questo piano riveste importanza strategica». Ecco la prima obiezione: strategico è termine abusato. «Sarà abusato, ma in questo caso è del tutto appropriato. La strategia consiste nel riannodare una serie di interventi infrastrutturali, qualcuno anche realizzato con ingenti risorse pubbliche; ma senza logica di programmazione non hanno consegnato un reale segnale di miglioramento, né della qualità della vita né nella fruizione del patrimonio artistico». Obiezione numero 2: le gallerie darte ai Quartieri. «Non è una provocazione, ma un tentativo di qualificare tessuto sociale e vissuto quotidiano. Così come, a piazza Mercato, il complesso di SantEligio diverrà Palazzo delle Letterature e sede dellincontro mondiale delle letterature nellambito del Forum 2013». Obiezione numero 3: manca sostegno agli insediamenti artigianali. «Non è vero. Il programma di interventi infrastrutturali è una tela complessa. Sarà coniugato con aiuti alle imprese esistenti affinché migliorino il proprio status, e con la creazione di nuove imprese che puntino a riempire i vuoti, anche di legalità, che in questi anni hanno visto sfiorire centri commerciali naturali come piazza Mercato. Borgo Orefici dimostra come si crea un rilancio con una sinergia tra pubblico e privato». Oddati, davvero è impossibile prevedere un momento di confronto aperto? «Altro che. È già previsto. Non stiamo piazzando una scatola chiusa. Subito dopo lapprovazione del piano in cabina di regia, sentiremo associazioni sindacali, università, associazioni cittadine interessate, municipalità. Vogliamo arrivarci, responsabilmente, con una proposta chiara. È così che si fa confronto serio e fattivo. Lobiettivo è un modello di governance partecipativo efficace. Sono convinto che si possa fare anche a Napoli».