Umberto Croppi Assessore alle Politiche Culturali del Comune di Roma Nessuno più di un assessore alla cultura potrebbe essere allarmato dai tagli sui fondi destinati al settore di propria competenza ma se mi fermassi ai dati letti su queste pagine riguardo ai bilanci del comune di Roma (3,39 nel 2006, 3,12 nel 2007 e 2,58 nelle previsioni 2008) potrei cavarmela col dire che il mito dell'attenzione veltroniana per la cultura si infrange miseramente su queste cifre, che riguardano per intero la precedente amministrazione. In verità sono numeri superati: quello del 2008 è un dato previsionale e ormai siamo da un pezzo nel 2009. Cercherà quindi di rimettere un po' d'ordine. La spesa in cultura del Campidoglio per il 2007, a consuntivo, è stata per la parte corrente di 145.731.082,44 euro, pari al 4,5 5 del bilancio totale. La previsione per il 2008 della giunta Veltroni era inferiore di quasi dieci milioni (136.085.756,96), con l'assestamento di fine anno (giunta Alemanno) il totale è stato portato a 163.170.665,40, pari al 6,4. Il previsionale per il 2009 è di 146.061.365, 40, pari aI 4,61. Va anche considerato che parte delle somme previste nell'assestamento di dicembre saranno impegnate nell'esercizio in corso e che è prevedibile un ulteriore incremento con il futuro assestamento. E' quindi evidente che si sta dedicando alle spese perla cultura un interesse crescente e nettamente superiore a quello della precedente amministrazione. Ma i numeri da soli dicono poco perché è la qualità della spesa che conta. Quello appena votato dalla giunta è infatti, per la prima volta dopo anni, un bilancio vero. Sono previste infatti per intero le coperture alle spese certe, ai contratti di servizio, alle istituzioni culturali, lasciando per la programmazione un margine su cui agire attraverso investimenti privati e eventuali manovre correttive. C'è poi un avvio di razionalizzazione delle spese che porterà nel giro di un anno a notevoli contenimenti nei costi di gestione e una maggiore produttività delle strutture. Bisogna anche considerare che noi ci troviamo a gestire operazioni avviate o semplicemente messe in cantiere (nuovo Palaexp , festa del cinema, nuovo Macro, museo Bilotti) per le quali non erano stati compiuti studi di fattibilità e nessuna individuazione delle risorse. Nonostante questo stiamo riuscendo a canalizzare la spesa in maniera tale che si possano garantire risultati senza aggravi e mettere anche in moto nuove iniziative. La nuova maggioranza capitolina è ben cosciente del ruolo che la cultura gioca in una città complessa come la nostra, tanto come fattore di crescita ed integrazione quanto come risorsa per l'economia: era un aspetto chiaramente indicato nei programmi elettorali, confermato negli strumenti di programmazione e già realizzato nell'articolazione del bilancio. Quelli che polemizzano su presunti tagli farebbero bene a leggersi i documenti della finanza cittadina o semplicemente a guardarsi intorno per misurare il livello di crescita quantitativa e qualitativa dell'offerta culturale in città.