Roberto Grossi è Presidente Federculture Anche oggi dalla cultura si può ripartire. Non quella degli sprechi, che purtroppo interessano molti settori dell'economia, o della burocrazia inefficiente, ma la cultura del fare e della buona gestione. Quella, insomma, che ha portato decenni or sono ad utilizzare la TV di Stato pèr insegnare a leggere e a scrivere a molti italiani o a conoscere il teatro napoletano e quello di Goldoni. La cultura che ha migliorato la vita nelle nostre città, rendendole pi belle e attraenti grazie ad un processo di riqualificazione degli spazi e delle nostre piazze, alla riapertura e all'ammodernamento di molti musei, teatri, biblioteche pubbliche. E' una parte dell'Italia che è cambiata in pochi decenni. Dimostrando che gli italiani non sono solo lo stereotipo della pizza e del pallone. Si sono scoperti amanti della musica, del cinema, del teatro, dell'arte contemporanea. Le famiglie italiane spendono oltre mille euro all'anno, il doppio rispetto a pochi anni fa. C'è, dunque, una domanda di cultura e di conoscenza che non si può frustrare e che, anzi, va incoraggiata. Attraverso la qualificazione e semplificazione dei sistemi di offerta nelle diverse realtà del Paese. Affermando la logica dei progetti da cui partire e sui quali canalizzare e trovare i fondi. Perché una cosa è certa. La tutela dei nostri beni culturali è un principio sancito nella Carta Costituzionale. Ma non basta avere bellezze artistiche e monumenti per fare sviluppo. Occorre puntare, infatti, su strategie ed investimenti in grado di sostenere il turismo culturale che, quest'anno, manifesta per la prima volta dopo anni di continua crescita fino a raggiungere il 30 del totale del turismo nel nostro Paese segnali preoccupanti di flessione. Avviando anche azioni coraggiose in favore delle nuove produzioni creative ed artistiche. Quelle, cioè, che anche nel passato hanno reso bella l'Italia e dato vitalità al sistema produttivo.
Fare turismo d'arte
Roberto Grossi, Presidente Federculture, sostiene che la cultura è fondamentale per il ripartire dell'Italia. Non quella degli sprechi o della burocrazia, ma quella del fare e della buona gestione. La cultura che ha migliorato la vita nelle città, riqualificando gli spazi e le piazze, riaprendo e modernando i musei, teatri e biblioteche. Gli italiani si sono scoperti amanti della musica, del cinema, del teatro e dell'arte contemporanea. Le famiglie spendono oltre mille euro all'anno per la cultura. La tutela dei beni culturali è un principio costituzionale, ma non basta avere bellezze artistiche.
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