La Difesa ha deciso di aprire uno stand alla prossima fiera immobiliare di Cannes. Il sottosegretario Crosetto: «Il ministro del Turismo giapponese mi ha già proposto un incontro» Generali con il pallino degli affari, i vertici della Difesa apriranno il 10 marzo uno stancl a Cannes, al Mipim, la fiera mondiale delle vendite immobiliari più importante al mondo, per presentare una mercanzia davvero unica. Finiranno presto sul mercato immobiliare, infatti, alcuni edifici di raro valore. Per fare qualche esempio: l'Arsenale di Venezia, risalente ai tempi della Serenissima, già quartier generale della Marina durante la Prima Guerra mondiale; oppure l'isolotto di Palmaria, di fronte a La Spezia, sede del Forte Cavour; e ancora le caserme Mardichi e Lamarmora a Torino, la Cavalli a Firenze, la Tagliamento a Bologna, gli stabilimenti del Genio a Pavia, la Montebello e la Legnano a Milano, l'Arsenale di Taranto. Di eccezionale valore storico-artistico il Castello Aragonese di Brindisi. Oppure la Torre Avolos ad Augusta. O ancora l'Isola di Sant'Andrea, a Venezia. E' pronto un elenco di mille caserme e siti industriali dismessi che la Difesa vuole alienare, con gare d'asta e cessione al miglior offerente, ma il sottosegretario Guido Crosetto, che sarà presente a Cannes, non svelerà tutte le carte. C'è prima da attendere che vada in porto la legge che istituisce la società «Difesa Servizi Spa». «In molti casi - premette Ignazio La Russa, ministro della Difesa, presentando la novità della partecipazione a Mipim - non abbiamo affatto intenzione di vendere. Prendiamo il caso dell'Arsenale di Venezia. E' un gioiello dall'eccezionale importanza storica, il cui valore va molto al di là della questione economica. Per l'Arsenale ho già preso contatti con il Comune di Venezia e con la Regione Veneto». L'idea è di valorizzarlo a fini turistici. La Difesa in verità non potrebbe nemmeno vendere gli immobili del Demanio militare: ogni soldo incassato andrebbe immediatamente al ministero dell'Economia e lì c'è un cerbero che si chiama Giulio Tremonti. La bestia nera dei generali. L'uomo che li sta costringendo a una dolorosa cura dimagrante. Per capire l'umore verso il ministro dell'Economia, basti sentire La Russa che parla così del suo collega: «Ogni vendita comunque sarebbe a beneficio delle casse dello Stato, cioè di tutti noi. Casse a cui, in linea teorica, poi potremmo attingere... In linea puramente teorica, dico». Il trucco escogitato dai generali si chiama «permuta». anno infatti ottenuto una leggina, la 133 del 2008, che prevede una procedura diversa: nel caso in cui un immobile della Difesa venga barattato con altri immobili (alloggi moderni di cui le forze armate hanno un gran bisogno, ad esempio), oppure affittato, i proventi resterebbero nelle loro casse. E allora via al bando. Sul sito Internet del ministero, alla voce ApprofondimentiPatrimonio immobiliare c'è già il modulo per la «dichiarazione di interesse». E la voce che gli italiani stanno per cedere almeno 200 edifici antichi nel cuore dei centri storici è già arrivata alle maggiori agenzie immobiliari del mondo. Il sottosegretario Crosetto si frega le mani pensando al ministro giapponese del Turismo che gli ha chiesto un incontro: «Tornerò con il suo biglietto da visita in tasca. E poi ci faremo vivi». «Il nostro obiettivo - spiega ancora La Russa - è mantenere l'efficienza attuale a costi ridotti. Ci vuole innovazione. Qualche passo lo stiamo già facendo. Abbiamo appena unificato le sei casse previdenziali delle forze armate: ora c'è un unico cda con tredici componenti che operano a zero compenso. Siamo anche intervenuti sugli enti non economici». In arrivo il riordino di Lega navale italiana, Unione Italiana tiro a segno e Unione nazionale ufficiali in congedo.
E ora ci vendiamo le caserme
La Difesa ha deciso di partecipare alla prossima fiera immobiliare di Cannes con uno stand. Il sottosegretario Crosetto ha annunciato che la Difesa vuole alienare alcuni edifici di raro valore, come l'Arsenale di Venezia, il Forte Cavour e le caserme Mardichi e Lamarmora a Torino. Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha spiegato che la Difesa non ha intenzione di vendere tutti gli immobili, ma di valorizzarli a fini turistici. La legge che istituisce la società Difesa Servizi Spa è in attesa di passaggio in parlamento.
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