Dopo 60 anni aperti tutti e cinque i musei: code di mezzo chilometro Una piccola sala circolare con le pareti verdi e una cupola che lascia intravedere quelli che un tempo dovevano essere degli affreschi ispirati a scene mitologiche. Tutt'intorno, una processione silenziosa di anziani, ragazzi, giovani madri ruotano al centro della stanza, come ad ammirare il capolavoro che non c'è. E infatti proprio in questa sala, su un pavimento a mosaico andato in parte perduto, che tornerà presto il busto di Nefertiti, il più famoso ospite del Neues Museum a Berlino, appena riaperto dopo sei anni di restauro. Un evento salutato come una festa dai berlinesi, che, da ieri fino a domani, hanno l'opportunità di visitare in anteprima le stanze. E così ieri, all'ingresso, le file hanno superato il mezzo chilometro e in alcuni momenti bisognava attendere fino a tre ore per entrare. Niente male per un museo ancora vuoto: le collezioni del Museo di Preistoria e di Protostoria e il Museo egizio, compreso il prestigioso busto vecchio di oltre tremila anni, torneranno al loro posto soltanto a ottobre. L'attesa per vedere di persona il risultato del restauro, firmato dall'architetto inglese David Chipperfield, era però enorme. Non a caso: col ritorno del Neues Museum è possibile visitare per la prima volta dopo sessant'anni tutti e cinque gli edifici che compongono l'Isola dei Musei, il complesso che nel 1999 l'Unesco inserì tra i Patrimoni dell'umanità perché «rappresenta la realizzazione di un progetto visionario» (così recitava la motivazione). Un complesso diventato, da tempo la destinazione principe per i turisti in visita a Berlino. Altes Museum, Alte Nationalgalerie, Bode-Museum, Pergamonmuseum. E ora anche il Neues Museum, i cui battenti erano rimasti sigillati sin dal 1939. All'inizio della Seconda guerra mondiale l'Isola dei Musei venne infatti chiusa e le collezioni portate in parte al sicuro. Bombardamenti e incendi danneggiarono a fondo anche il Neues Museum, voluto nel 1841 dal re prussiano Federico Guglielmo IV per ovviare alla mancanza di spazio nell'Altes e completato soltanto nel 1859. Con la fine della Seconda guerra mondiale, per , si aprì una lunga fase di buio. «Le rovine sono state dimenticate dalla storia», ha spiegato giovedì Chipperfield, riconsegnando alla città le chiavi del Museo. Mentre, a pochi metri di distanza, buttavano gi il vecchio castello degli Hohenzollern (quasi del tutto integro) e costruivano al suo posto il Palast der Republik (ora scomparso), i vertici della Germania orientale lasciavano il Neues Museum al suo destino, tanto profonde erano le distruzioni provocate dalla guerra. E così bisognerà attendere fino alla metà degli anni Ottanta per vedere i primi lavori di consolidamento, interrotti a causa della riunificazione delle due Germanie. Una storia travagliata che mostra come Chipperfield si sia trovato di fronte a un compito non da poco. A differenza degli altri due musei dell'Isola finora restaurati - l'Alte Nationalgalerie, riaperta nel 2001, e il Bode-Museum, nuovamente accessibile dal 2006 - nel caso del Neues Museum non si trattava solo di ridare smalto a una struttura invecchiata, ma anche di ricostruire intere parti andate irrimediabilmente perdute. Dopo il 1945, ad esempio, l'intera ala NordOvest dell'edificio non esisteva più e l'imponente scalinata d'ingresso voluta dall'architetto Friedrich August Stüler era fortemente danneggiata. Chipperfield, comunque, ha evitato interventi di copia radicale. Laddove possibile ha lasciato intatte le ferite scavate dalla guerra e dal tempo, visibili ancora oggi negli affreschi mancanti, nei pavimenti incompleti, nelle pareti di un cortile interno sforacchiate di colpi. Un approccio che ha provocato non poche discussioni, e non soltanto tra gli esperti. Ora si aspetta soltanto il ritorno del busto di Nefertiti, esposto nuovamente al Neues Museum dal 16 ottobre. Subito dopo Chipperfield tornerà all'opera: dal 2010 inizierà infatti la costruzione di una nuova galleria disegnata proprio dall'architetto inglese, che fungerà da punto di partenza dell'Isola dei Musei e da centro visitatori. Nel 2011 partiranno invece i lavori di restauro del Pergamonmuseum forse il più noto dei cinque tasselli dell'Isola dei Musei, per via del meraviglioso Altare di Pergamo; a seguire sarà la volta dell'Altes Museum, il più vecchio dei cinque musei, costruito nel 1830 da Karl Friedrich Schinkel. Adesso, per , tutti gli sguardi sono per il Neues Museum. Che, per dirla con le parole del sindaco di Berlino Klaus Wowereit, «si è finalmente svegliato dal coma». Il ritorno di Nefertiti Dopo un lungo esilio nell'Altes Museum il busto di Nefertiti, risalente a oltre 3.300 anni fa, si prepara a traslocare qualche metro pi in là, nel Neues Museum. L'opera è da tempo al centro di un scontro tra la Germania e l'Egitto, che ne chiede la restituzione. La discussione è stata riaccesa da un documento citato dal settimanale Spiegel, secondo cui nel 1913 gli archeologi tedeschi che ritrovarono il busto raggirarono quelli egiziani, spiegando loro che si trattava di un pezzo senza valore.