Molto più di un vernissage, ma il ritrovare di un'appartenenza comune Della Rovere, storia marchigiana SENIGALLIA -I Della Rovere sono nuove figure di principi e accanto a loro cambia e si aggiorna il ruolo del "cortegiano". Primi duchi del Cinquecento italiano a comprendere che per assicurarsi una fama internazionale, occorrevano lo splendore della produzione artistica e un generoso mecenatismo. Tutto ciò è visibile grazie ad una mostra che costituisce l'evento culturale non solo marchigiano del 2004. Sotto il titolo de "I Della Rovere. Piero della Francesca, Raffaello Tiziano", infatti, palpita la storia fra XV e XVI secolo e per le città promotrici: Senigallia, Pesaro, Urbino, Urbania costituisce molto più di una mostra d'arte, ma il ritrovare profondo di un'appartenenza comune. Per queste motivazioni la mostra sui Della Rovere non riguarda solo gli esperti o gli appassionati d'arte, ma costituisce un'iniziativa destinata a coinvolgere le persone: residenti o turisti che siano. "Questa mostra è nata da lontano - ricorda il curatore scientifico, il già soprintendente Paolo Dal Poggetto -. E' nata quando in occasione del convegno "La quercia dai rami d'oro. Giovanni Della Rovere e le origini del potere roveresco", ci siamo trovati d'accordo con il sindaco di Senigallia Luana Angeloni, sull'opportunità di operare uno scambio pro tempore, tra la Galleria Nazionale delle Marche di Urbino e il Comune di Senigallia, per far tornare per un'estate in questa città la Madonna col Bambino e angeli di Piero della Francesca, detta la Madonna di Senigallia, in cambio di un grande dipinto del Barocci. Il progetto si dipanò con una prima versione, che poi assunse l'assetto definitivo di oggi. Le sedici sezioni in cui la mostra è strutturata si distribuiscono abbastanza equilibratamente nelle quattro sedi di Senigallia, Urbino, Pesaro e Urbania, più esattamente nei loro Palazzi ducali". La mostra dei Della Rovere, resterà aperta fino al 3 ottobre e sarà non solo per quanti visiteranno i capolavori delle committenze roveresche un meraviglioso percorso d'arte, ma anche un cammino attraverso la natura dei luoghi e delle tradizioni legate alla cucina, alla musica, alla conoscenza della gente marchigiana. A Senigallia in quattro sezioni è illustrata la nascita ligure, precisamente savonese, della dinastia dei Della Rovere, con i papi Sisto IV e con Giulio II. Paramenti sacri, appartenuti al papa Giulio II e una Lucrezia di Marco D'Oggiono ne costituiscono fra altri tesori, il cammino. Sempre a Senigallia il capolavoro di Piero della Francesca: La Madonna di Senigallia. A Urbino, sono cinque le sezioni: le prime sono dedicate all'iconografia dei duchi e alle loro consorti, l'ultima alle armi dei Della Rovere. A Pesaro sono presenti quattro sezioni. Nelle prime due sono concentrate due committenze particolari dei Duchi, un terzo spazio è invece dedicato al rapporto dei Duchi con l'antico. Infine l'ultima sezione è un'amplissima carrellata sulla maiolica ducale. Nell'ultima sede, quella di Urbania, una sezione è dedicata al terzo e ultimo duca Francesco Maria II, che amò particolarmente vivere a Casteldurante. In un'ampia sezione sono esposti disegni e progetti per pitture e ceramiche, mentre un ultimo spazio è dedicato al rapporto tra la scienza e i signori della Rovere, l'ultimo duca, fu anche amico di Galileo Galilei.