Ultimati i lavori della nuova sede del Parco del Vesuvio 350 stanze, un grande giardino per una spesa di oltre 2 milioni Linteresse del Parco è di tutelare la biodiversità naturale e culturale, il patrimonio dei tredici comuni dellarea vesuviana che producono lalbicocca e i vini doc Proteggere la natura, non imbalsamarla, perché soltanto così se ne tutela la vitalità E farlo in un edificio simbolico ha un valore inestimabile Immerso nel verde dei boschi e arroccato sulla parte più alta di Ottaviano, il castello ha vissuto tante vite, non tutte onorevoli. Da residenza dei Gonzaga di Mantova a "palazzo di campagna" della famiglia Medici, negli anni Ottanta è stato il fortino di Raffaele Cutolo che qui ha "iniziato" gli affiliati e allenato i sicari per nove anni (dal 1977 al 1986), senza curarsi delle 350 stanze affrescate e delle migliaia di ettari di boschi, che lentamente morivano assieme alla dignità storica del luogo. Dopo anni di razzie che hanno fatto sparire tele, maioliche, statue e quantaltro di prezioso il maniero conservava, dopo la confisca e lassegnazione al Comune, i lavori e i trasferimenti annunciati ma mai eseguiti, il Castello mediceo di Ottaviano da più di un mese ospita definitivamente la sede dellEnte parco nazionale del Vesuvio. Con atto simbolico, una forte volontà di rinnovamento e un investimento importante, lEnte Parco non ha occupato soltanto il primo piano delledificio e limmensa area fitta di alberi antichi, portati qui dal ramo napoletano della famiglia Medici più di cinque secoli fa. Una sequoia americana, un paio di cedri del Libano, un parco storico di ottocento metri quadri e un altro da 2500 che già è stato trasformato in giardino didattico per le scuole. A tredici anni dalla confisca al boss, il Castello ritrova la sua bellezza e torna a vivere ricordando i fasti di un tempo. Ora, dopo dei lavori costati circa due milioni di euro, la rocca svetta nel centro storico di Ottaviano come un gioiello ed è unoasi della legalità. Intorno alledificio, è stata rifatta la via che sale su per il Castello (un chilometro e trecento metri di strada asfaltata rimossa e poi riportata allantico basolato vesuviano), per la prima volta è illuminata, dal ripristino dellantico ruscello che scendeva dalla collina di Montevergine è nato un parco-giardino accanto alla struttura. A pochi metri cè un altro edificio, confiscato alla famiglia Prisco, ora sede di Legambiente e dellOsservatorio della legalità, in onore alle vittime della camorra e dedicato a Mimmo Beneventano, assassinato nel 1979. Le antiche scuderie, che oggi ospitano gli eventi per il pubblico, sono rimaste come allora: con i posti per i cavalli, le antiche mangiatoie e il pavimento sconnesso. «Lideale sarebbe allestire un infopoint in ogni comune - dice Ugo Leone, presidente dellEnte Parco - per il momento avremo una sede a Ottaviano e un avamposto storico a San Sebastiano al Vesuvio, bene di nostra proprietà. Linteresse del Parco è di tutelare la biodiversità naturale e culturale, il patrimonio naturale dei tredici comuni che formano il Parco che producono lalbicocca del Vesuvio, i vini doc, lagnello di SantAnastasia, i pomodorini del "piennolo". Il nostro lavoro è proteggere la natura, non imbalsamarla, perché soltanto così se ne tutela la vitalità, non ingabbiandola dentro una campana. E farlo in un edificio simbolico ha un valore inestimabile». Mentre ledificio storico rivive nel parco, al primo piano e nelle scuderie, il resto del castello acquistato nel Cinquecento per 50mila ducati, continua a restare nellabbandono più totale. Difficile capire quale potrebbe essere la destinazione, mentre già si sa che occorrerebbe un investimento di diversi milioni di euro. In quelle stanze con i soffitti cassettonati in cartapesta, con le pareti affrescate che richiederebbero un intervento subitaneo, si attende ancora che la nuova vita arrivi. Potrebbe starci un museo storico del Castello, ma i pezzi migliori sono scomparsi e nessuno ama parlare troppo di un luogo ferito da un così pesante interregno. Pare che le statue, le maioliche, i resti degli arazzi siano finiti nelle case dei privati. Ma che, se nascesse un museo, gli stessi trafugatori sarebbero disposti a restituire tutto: in veste di anonimi benefattori.
CAMPANIA - BENI PUBBLICI: Il Castello di Cutolo diventa oasi di legalità
Il Castello Mediceo di Ottaviano, un edificio storico del Parco del Vesuvio, è stato finalmente occupato dalla sede dell'Ente parco nazionale del Vesuvio. I lavori di trasformazione hanno costato circa 2 milioni di euro e hanno portato alla creazione di un grande giardino e di un parco storico. Il castello, che ha vissuto tante vite, è stato confiscato alla famiglia Prisco e ora ospita gli eventi per il pubblico. L'Ente parco ha anche acquisito l'edificio storico, che continuerà a restare nell'abbandono. La destinazione del castello è ancora sconosciuta, ma si spera che possa diventare un museo storico.
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