I vecchi edifici saranno circondati dalla nuova struttura, una galleria modulabile Le immagini in rendering del progetto firmato dallolandese Nio: i lavori per raddoppiare gli spazi iniziano fra poche settimane e dureranno due anni né titanico come il Guggenheim di Bilbao, né faraonico come la Tate Modern di Londra. Se mai nuovo Beaubourg, visto che 21 anni fa è nato proprio sul modello europeo del Centre Pompidou di Parigi. Il Centro per larte contemporanea Luigi Pecci di Prato si avvia ad unambiziosa operazione di maquillage, che gli regalerà non solo un nuovo aspetto, ma il doppio degli spazi, maggiore visibilità e lapertura permanente delle sue collezioni al pubblico. Tra poco più di un mese partiranno i lavori per la nuova struttura: un grande anello di rame avvolgerà e sovrasterà lattuale struttura realizzata nell88 da Italo Gamberini, per disegnare la nuova galleria espositiva secondo il progetto dellarchitetto olandese Maurice Nio, su cui svetta unantenna-sensore a zig-zag, che simbolicamente indica la vocazione a catturare e diffondere proposte e stimoli culturali nel territorio. Così sarà il nuovo Pecci, come hanno voluto e decretato Regione Toscana ed enti locali, compreso Palazzo Vecchio, che hanno affidato al museo pratese un ruolo di preminenza, di unico museo regionale per larte contemporanea. «Una scelta precisa che premia anche lattività del Pecci in tutti questi anni, e indica un passaggio fondamentale per un deciso rilancio politico dellarte contemporanea in regione, per creare un sistema tra tutte le realtà presenti, dalla Strozzina di Firenze, alle Papesse di Siena, a Palazzo Fabroni a Pistoia, comprese le tante gallerie private esistenti» spiega il direttore artistico del Pecci Marco Bazzini. Bando di gara soggetto al criterio del maggior ribasso (base dasta 7.554.185 euro, più 250 mila euro per gli oneri relativi alla sicurezza, finanziato con fondi per il 60 dalla Regione Toscana e per restante 40 dal Comune di Prato), apertura delle buste con le offerte delle imprese il prossimo 2 aprile. Quindi via ai lavori che dureranno 800 giorni, poco più di 2 anni. «Sperando che vada tutto liscio» augura Bazzini, illustrando il progetto di Nio Architecten, donato della famiglia Pecci. Risistemazione delle opere esposte nel giardino esterno (di Anne e Patrick Poirier, Melotti, Mattiacci), ingresso unico su viale della Repubblica (sparirà la pensilina-ponte attuale), hall, reception, bookshop, caffetteria-ristorante, aule e laboratori didattici, biblioteca al piano terreno. E nuovo percorso più razionale per raggiungere il primo piano (1830 metri quadri), ovvero la nuova galleria circolare per mostre temporanee, uno spazio completamente aperto ma modulabile e scomponibile con gli allestimenti delle varie mostre. La superficie totale del nuovo Pecci passerà così a 2.900 metri quadri, di cui 2127 solo di sale espositive. «Gli edifici già esistenti ospiteranno le opere della collezione permanente, selezionate tra le 700 della nostra raccolta che va dal 1960 al 2008, compresi gli ultimi acquisti, unopera di Rossella Biscotti, una di Lorenzo Bonechi, unaltra di Marco Tirelli e lavori di Architettura radicale». Nuovi spazi anche nei sotterranei, per depositi, magazzini e per allestire un montacarichi per spostare le opere. E quanto ai programmi, aggiunge Bazzini «stiamo già lavorando per linaugurazione del 2011, allipotesi di allestimento di una mostra collettiva con uno sguardo particolare sul mondo internazionale della creatività contemporanea, radicata anche nel territorio. Per il resto, il cantiere procederà nei lavori senza interrompere le attività espositive fino a febbraio del 2011. Tra i prossimi eventi ci sono mostre su Lorenzo Bonechi, sulla donazione delle opere di Luciano Ori e unantologica di Loris Cecchini. E quanto al futuro allestimento, questo racconterà la geografia dellarte contemporanea internazionale, compresi i protagonisti toscani. La nostra collezione permanente sarà visitabile stabilmente, di pari passo con la didattica, la produzione di eventi, spettacoli, festival come abbiamo fatto fino ad oggi,. E continueremo anche ad esportare e importare mostre».
PRATO - Un anello di rame per il Beaubourg della Toscana
Il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato sta per subire un'operazione di maquillage, che gli regalerà il doppio degli spazi, maggiore visibilità e lapertura permanente delle sue collezioni al pubblico. I lavori, che dureranno 800 giorni, inizieranno fra poche settimane e saranno finanziati con fondi per il 60 dalla Regione Toscana e per il 40 dal Comune di Prato. La nuova struttura, progettata dall'olandese Maurice Nio, sarà un grande anello di rame che avvolgerà e sovrasterà l'attuale struttura, con una galleria circolare per mostre temporanee e uno spazio completamente aperto ma modulabile.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo