Firmata la concessione alla presenza del sottosegretario Giorgetti, Palazzo Barbieri verserà al Demanio la cifra simbolica di 58mila euro all'anno Al Comune la gestione di un milione di metri quadrati di territorio, stanziati 6 milioni per interventi di recupero Da vent'anni il Comune punta a diventare proprietario dei nove chilometri e mezzo di mura magistrali con le sue torri, rondelle, bastioni, fossati, terrapieni e porte monumentali che occupano un'area di quasi cento ettari. Ieri, intanto, a Palazzo Barbieri, alla presenza del sindaco Flavio Tosi, del sottosegretario al ministero dell'Economia, Alberto Giorgetti e del direttore dell'agenzia regionale del Demanio, Piergiorgio Allegroni, è stato firmato un accordo in base al quale Verona diventa gestore per sei anni della cinta muraria della città. Una tappa importante verso un traguardo inseguito dal 1989, da quando la legge 225 (all'epoca coordinava la commissione finanze del Parlamento il deputato veronese Dc Wilmo Ferrari) ne autorizzò il passaggio alla città. La concessione prevede il pagamento al Demanio di un affitto di 58mila euro l'anno. «Una cifra simbolica se si considera l'entità del bene concesso», commenta il sindaco Flavio Tosi, che ha ringraziato Giorgetti «per la celerità della risposta data dal governo alle richieste della città». E sottolinea: «Grazie all'intervento del sottosegretario e alla disponibilità del Demanio, potremo godere di un patrimonio unico nel suo genere e tra i più belli d'Europa». Da parte sua, Allegroni ha fatto sapere che quello siglato ieri in riva all'Adige è uno dei primi accordi nazionali di questo tipo. «Questo atto», spiega, «mette fine a una gestione disorganica del patrimonio murario di Verona». Trascorsi i sei anni di concessione, la prospettiva, assicura Giorgetti, «è la cessione all'ente comunale dell'intero patrimonio, nello spirito del federalismo fiscale, poiché la linea del governo è la valorizzazione dei beni attraverso accordi con gli enti locali. In questo modo, tra l'altro», aggiunge, «lo Stato risparmia su costi di manutenzione particolarmente onerosi». A sostenere le spese per i lavori sulle mura è già adesso il Comune, che agisce in regime di proroga di una precedente concessione firmata nel 1973. «Ma ora», sottolinea l'assessore al patrimonio Daniele Polato, «abbiamo il titolo per poterlo fare e per procedere a interventi più strutturali, in sintonia con la Sovrintendenza. E il primo passo, sarà il recupero di tutti gli spazi, per renderli fruibili ai cittadini». Per compiere tali interventi la giunta ha già approvato piani di fattibilità per sei milioni di euro. «Serviranno», informa il suo collega ai lavori pubblici, Vittorio Di Dio, «a finanziare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria per sistemare e mettere in sicurezza i camminamenti, i valli a rischio di frana, le aree verdi dei bastioni, i restauri conservativi di Porta Palio e Porta Nuova e per completare l'illuminazione pubblica lungo il perimetro delle mura». Il costo, solo per quest'ultimo intervento, sarà di due milioni di euro. Mentre l'assessore Polato definisce quello di ieri «un giorno storico per la città», evidenziando il «grande lavoro svolto in un anno e mezzo dagli uffici comunali, visto che sulle mura magistrali non esisteva documentazione», l'esponente del governo cita l'operazione come un «esempio di buona amministrazione, al contrario di quanto è accaduto di recente negli uffici della Motorizzazione civile». La concessione del Demanio al Comune riguarda in tutto un'area di circa un milione di metri quadrati.