In Commissione il disciplinare che annulla tutte le autorizzazioni. Assente la Soprintendenza: è polemica Caso-gazebo: tutto azzerato. Si riparte con nuove regole uguali per tutti. Luigi Scotti, Mario Raffa, Diego Guida (la squadra di tre assessori che sta lavorando sulle regole per loccupazione del suolo pubblico con sedie, tavolini e ombrelloni), ieri mattina hanno presentato in Commissione attività produttive il disciplinare che annulla tutte le autorizzazioni e fissa nuove regole. Per adeguarsi i commercianti avranno sei mesi di tempo, dallapprovazione del regolamento in giunta. Gli assessori Scotti, Raffa e Guida promettono: «Lo approveremo a breve». Ma se il Comune accelera, la soprintendenza frena. Pesanti gli attacchi di Ascom e Confesercenti, in Commissione, per lassenza della soprintendenza, dopo la raffica di sequestri scattati in città a partire da settembre scorso per la mancanza delle autorizzazioni di Palazzo Reale. «Il Comune deve impegnarsi - ha sollecitato il presidente della Commissione, Federico Alvino - perché la Soprintendenza si esprima chiaramente una volta per tutte, fornendo indicazioni precise sulle zone vincolate, in caso contrario ci rivolgeremo direttamente al ministro Bondi». Scotti si è assunto subito le sue responsabilità: «Sono un combattente, ma non credo che fare guerra alla soprintendenza sia la strada giusta. Mi impegno a trovare una mediazione. Più volte abbiamo chiesto alla soprintendenza lelenco delle disposizioni prese da loro, per capire quali zone, oltre a quelle stabilite per legge, sono considerate sotto vincolo stretto, ma non abbiamo mai avuto risposta. Richiederemo lelenco. Il nuovo soprintendente ci ha dato la massima disponibilità». «Se non risolviamo il nodo della soprintendenza e non otteniamo preventivamente il parere la buona volontà e la celerità del Comune servono a poco» insistono Ascom e Confesercenti. E Lello Ambrosino, consigliere di Forza Italia: «A Palazzo Reale sono ferme le pratiche per 600 immobili comunali messi in vendita. Parliamo di 100 milioni di euro, che il Comune non incassa, per la lentezza burocratica di una soprintendenza sorda». Tornando al disciplinare sono nove pagine in cui si stabiliscono: una conferenza di servizi, per definire una strategia di ordine generale cui seguiranno i singoli provvedimenti (a cui è convocata anche la soprintendenza) e sei mesi di tempo per adeguarsi alle norme e, nelle more, linserimento di una disposizione transitoria che, escludendo gli abusivi, prevede che chi ha lautorizzazione possa rientrare negli spazi originari assegnati. Il disciplinare distingue tra occupazioni di suolo stagionali e permanenti e stabilisce le norme di sicurezza e di rispetto dei luoghi di interesse culturale: per esempio, i gazebo dovranno essere distanti almeno 15 metri dagli accessi agli edifici pubblici, non dovranno occultare targhe, monumenti e segnali stradali. (cri. z.)