In Consiglio dei ministri Un commento amaro quando ha capito che la sua linea era uscita sconfitta dal confronto con il superministro economico, Giulio Tremonti. È stato il premier Silvio Berlusconi a mettere fine allo scontro tra i due sui fondi per il sostegno all'economia e alle imprese, stabilendo che tutti i 9 miliardi a disposizione sarebbero finiti in un fondo unico che sarà «nella disponibilità decisionale della presidenza del Consiglio». Scajola ha così dovuto rinunciare all'idea di appostare una parte del fondo (almeno 3,5 miliardi) presso il suo ministero. Anche lui, come gli altri ministri che avranno progetti «immediatamente realizzabili», ha spiegato Berlusconi, dovrà passare per Palazzo Chigi, che «raccoglierà il parere del ministero dell'Economia», quindi di Tremonti. Scajola l'ha presa così male che, per protesta, non ha partecipato al successivo Consiglio dei ministri. Lui pensa che il megafondo presso la presidenza del consiglio rischia di rallentare l'intervento per le imprese, soprattutto piccole e medie, che contavano su uno strumento agile e veloce al ministero dello Sviluppo. Ma è rimasto via via in minoranza. All'inizio anche i colleghi Mariastella Gelmini (Istruzione), Sandro Bondi (Beni culturali) e Stefania Prestigiacomo (Ambiente) erano critici, ma poi le perplessità dei primi due sono rientrate davanti alle rassicurazioni di Berlusconi che ha garantito piena accessibilità al megafondo. Gelmini poi, ha già ottenuto un miliardo per l'edilizia scolastica . Tremonti ha avuto gioco facile quando anche il sottosegretario alla presidenza, Gianni Letta, col quale in passato non sono mancate frizioni, ha osservato che in una crisi come questa è meglio avere un fondo unico da gestire con flessibilità secondo le necessità che si presenteranno. Scajola ha spuntato che il fondo si chiamerà per «l'economia reale e le imprese», ma ha dovuto rinunciare alla gestione diretta dello stesso. Ma è già pronto a tornare alla carica con le sue richieste, a partire dall'aumento da 500 mila a 1,5 milioni del tetto dei prestiti garantiti. Il duello con il ministro dell'Economia continuerà. I due non si sono mai presi. Lo scorso giugno quando sui giornali uscì il cosiddetto «piano Tremonti» che anticipava le prime mosse del governo sull'economia Scajola, irritato, replicò: «È un lavoro collegiale. Dentro ci sono le mie norme sullo sviluppo e quelle di Tremonti sui tagli».
Scajola, lite sui fondi. E Palazzo Chigi accentra le risorse
Il premier Silvio Berlusconi ha risolto lo scontro tra i ministri Scajola e Tremonti sui fondi per il sostegno all'economia e alle imprese. Scajola aveva voluto appostare una parte del fondo presso il suo ministero, ma Berlusconi ha stabilito che tutti i 9 miliardi sarebbero finiti in un fondo unico nella disponibilità decisionale della presidenza del Consiglio. Scajola ha protestato e non ha partecipato al successivo Consiglio dei ministri. Tremonti ha garantito piena accessibilità al megafondo e ha detto che in una crisi come questa è meglio avere un fondo unico da gestire con flessibilità.
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