Che ne sarà di noi, metti, fra trent'anni? Una risposta abbastanza raggelante si può trovarla nelle pagine dell'ultimo numero di Limes, la bella «rivista italiana di geopolitica », interamente dedicato al tema «Esiste l'Italia? Dipende da noi». Fra molti interessanti contributi (da un'analisi dell'Italia «catodica » ai temi dell'emigrazione e dell'immigrazione; dagli interrogativi sull'identità nazionale alle prospettive dell'economia; dalla «questione settentrionale » al posto che ha il nostro paese nel G8), colpisce in particolare la sezione forse meno «scientifica » ma che più palesemente si fa specchio di un diffuso sentire nazionale o, come forse sarebbe meglio dire, post-nazionale. Parliamo de «Le Italia dei lettori», un'ampia antologia di mappe, commenti, disegni ecc. inviati al sito web della rivista che li ha per l'appunto sollecitati ponendo la domanda: Esiste l'Italia? Avvertenza preliminare: il test non è di quelli assolutamente probanti. Non si tratta di un campione scientificamente individuato, e poi, verrebbe da dire, si sa come vanno queste cose: è come quando Radio Radicale aprì i microfoni, e dentro ci si vomitò di tutto. Solo che non è questo il caso. Limes è rivista di nicchia, chi arriva a sfogliarla o ne consulta il sito ha strumenti culturali all'altezza di una discussione seria. E anche per questo, alcuni dei contributi dei lettori, per quanto ispirati, forse, da un intento provocatorio, risultano particolarmente ulceranti. La parte più immediatamente significativa è quella delle mappe delle nuove Italie possibili. Ce n'è per esempio una che immagina il nostro Paese nel 2030. Già da tempo diviso in Italia propriamente detta e Padania, presenta una ristretta zona (Lazio settentrionale, Piceno, Maremma) che risulta ancora «controllata dal governo federale italiano»; un'area assai più ampia (Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino, Friuli, Emilia Romagna) corrispondente alla «Confederazione Padana », la quale sta per annettersi Toscana, Umbria e Marche settentrionali, ma sta per cedere («movimenti indipendentistici») Valle d'Aosta, Alto Adige, Valtellina e Venezia Giulia. La Sardegna naviga ormai anch'essa verso l'indipendenza. E il Sud? Quasi tutta la Campania, tutta la Calabria e quasi tutta la Sicilia sono «regioni controllate dalla criminalità organizzata »; Lazio meridionale, Abruzzi, Molise, Puglia, Basilicata e area metropolitana di Palermo sono «zone contese tra governo federale italiano e criminalità organizzata». Lo schema torna anche in altre elaborazioni, per esempio con l'invenzione di tre categorie di regioni: a statuto ordinario, a statuto speciale e «a statuto eccezionale ». E che cos'è, e dove serve, lo «statuto eccezionale »? Nelle regioni «maggiormente influenzate dalla criminalità organizzata », per le quali «l'amministrazione sarà gestita da un organo europeo in grado di operare e gestire i fondi europei senza subire influenze». Fermiamoci qui. Il «gioco » (alla fine di questo si tratta) è di quelli che lasciano l'amaro in bocca. Ma, guardiamoci in faccia: c'è qualcuno che sia pronto a scommettere che nel 2030 le cose non staranno veramente così? Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: 1PAGINA - data: 2009-03-07 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE ESERCIZI DI «FANTAGEOPOLITICA» DOVE SAREMO VERSO IL 2030 di FRANCESCO DURANTE C he ne sarà di noi, metti, fra trent'anni? Una risposta abbastanza raggelante si può trovarla nelle pagine dell'ultimo numero di Limes, la bella «rivista italiana di geopolitica », interamente dedicato al tema «Esiste l'Italia? Dipende da noi». Fra molti interessanti contributi (da un'analisi dell'Italia «catodica » ai temi dell'emigrazione e dell'immigrazione; dagli interrogativi sull'identità nazionale alle prospettive dell'economia; dalla «questione settentrionale » al posto che ha il nostro paese nel G8), colpisce in particolare la sezione forse meno «scientifica » ma che più palesemente si fa specchio di un diffuso sentire nazionale o, come forse sarebbe meglio dire, post-nazionale. Parliamo de «Le Italia dei lettori», un'ampia antologia di mappe, commenti, disegni ecc. inviati al sito web della rivista che li ha per l'appunto sollecitati ponendo la domanda: Esiste l'Italia? Avvertenza preliminare: il test non è di quelli assolutamente probanti. Non si tratta di un campione scientificamente individuato, e poi, verrebbe da dire, si sa come vanno queste cose: è come quando Radio Radicale aprì i microfoni, e dentro ci si vomitò di tutto. Solo che non è questo il caso. Limes è rivista di nicchia, chi arriva a sfogliarla o ne consulta il sito ha strumenti culturali all'altezza di una discussione seria. E anche per questo, alcuni dei contributi dei lettori, per quanto ispirati, forse, da un intento provocatorio, risultano particolarmente ulceranti. La parte più immediatamente significativa è quella delle mappe delle nuove Italie possibili. Ce n'è per esempio una che immagina il nostro Paese nel 2030. Già da tempo diviso in Italia propriamente detta e Padania, presenta una ristretta zona (Lazio settentrionale, Piceno, Maremma) che risulta ancora «controllata dal governo federale italiano»; un'area assai più ampia (Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino, Friuli, Emilia Romagna) corrispondente alla «Confederazione Padana », la quale sta per annettersi Toscana, Umbria e Marche settentrionali, ma sta per cedere («movimenti indipendentistici») Valle d'Aosta, Alto Adige, Valtellina e Venezia Giulia. La Sardegna naviga ormai anch'essa verso l'indipendenza. E il Sud? Quasi tutta la Campania, tutta la Calabria e quasi tutta la Sicilia sono «regioni controllate dalla criminalità organizzata »; Lazio meridionale, Abruzzi, Molise, Puglia, Basilicata e area metropolitana di Palermo sono «zone contese tra governo federale italiano e criminalità organizzata». Lo schema torna anche in altre elaborazioni, per esempio con l'invenzione di tre categorie di regioni: a statuto ordinario, a statuto speciale e «a statuto eccezionale ». E che cos'è, e dove serve, lo «statuto eccezionale »? Nelle regioni «maggiormente influenzate dalla criminalità organizzata », per le quali «l'amministrazione sarà gestita da un organo europeo in grado di operare e gestire i fondi europei senza subire influenze». Fermiamoci qui. Il «gioco » (alla fine di questo si tratta) è di quelli che lasciano l'amaro in bocca. Ma, guardiamoci in faccia: c'è qualcuno che sia pronto a scommettere che nel 2030 le cose non staranno veramente così?
MEZZOGIORNO - dove saremo verso il 2030
Il numero di Limes, rivista di geopolitica, è dedicato al tema "Esiste l'Italia?" e presenta una sezione chiamata "Le Italia dei lettori", che raccoglie mappe, commenti e disegni inviati dai lettori in risposta alla domanda. Le mappe mostrano diverse possibili future configurazioni dell'Italia, tra cui una divisione in Italia propriamente detta e Padania, e regioni contese tra governo federale italiano e criminalità organizzata. Alcuni contributi dei lettori sono considerati provocatori e ulceranti, mentre altri presentano schemi di divisione in tre categorie di regioni: a statuto ordinario, a statuto speciale e a statuto eccezionale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo