Il teatro Superato l'esame della commissione di vigilanza: «E' sicuro, garantisco io». Il 21 marzo inaugurazione a rischio Appello al premier: «Un uomo come lui non farebbe queste stupidaggini» Nuovo telegramma al commissario Balducci; non è ancora pronto l'atto di consegna alla fondazione «Sono certo che se Berlusconi sapesse cosa sta succedendo qui a Bari, interverrebbe. Anzi sarebbe già intervenuto per riaprire il Petruzzelli. Non potrebbe mai accettare di creare ulteriori problemi alla riapertura del teatro perché è una di quelle stupidaggini che un uomo come lui non farebbe mai». Il sindaco Michele Emiliano torna agli appelli di qualche mese fa. Segno che si sente sconfitto: il Petruzzelli non riaprirà neppure il 21 marzo. Nonostante abbia sostanzialmente superato l'esame della commissione di vigilanza sui pubblici spettacoli: manca soltanto lo studio che dimostri la resistenza al fuoco del solaio del foyer (non più affidato al Politecnico, ma a una società di Milano), atteso per il 18 marzo. «Meglio di così non poteva andare - dice lo stesso sindaco dopo le tre ore di riunione della commissione nel teatro - il teatro è perfettamente corrispondente al progetto approvato». Però il tentativo di Emiliano, sulla scorta di questo parere, di far entrare scene e artisti e quindi allestire la Turandot, viene immediatamente frustrato. «Dal ministero non rispondono alle mie telefonate», dice nella conferenza stampa del pomeriggio. Così ieri è partita un telegramma al commissario Angelo Balducci: «Un telegramma nel quale chiedo, rispettosamente, che la fondazione lirico sinfonica possa entrare nel teatro per allestire la Turandot. Un sì, visto che l'agibilità attesa per il 18 riguarda l'ingresso del pubblico, non delle maestranze, che darebbe prova della buona fede di tutti. Dimostrerebbe che nessuno sta giocando sulle questioni tecniche per ritardare l'apertura del teatro». Ma è lo stesso Emiliano a sollevare dubbi sulla buona fede che invoca. Questa volta scegliendo bene le parole per non chiudere lo spiraglio che lo porta a sperare di essere «a un passo dalla riapertura» del teatro. «Non ho fatto nelle ultime settimane alcuna dichiarazione per provocare polemiche, e ho comunque subìto gli strali...», dice lasciando cadere la frase evidentemente riferita alle ultime dichiarazioni del ministro Sandro Bondi che l'ha accusato di disonestà nella vicenda Petruzzelli. «C'è un impegno del ministro - ricorda però Emiliano l'impegno dato via tv di restituire il teatro a febbraio. Se non verrà mantenuto, non si mancherà alla parola data a Michele Emiliano, ma alla parola data a una città. Un atto disonorevole. Ma voglio evitare la bagarre. Occorrono gesti di buona fede. Se arriveranno, Bari sarà grata. Se non arriveranno Bari non potrà accettarlo». Ora quindi, per capire che sarà della stagione lirico sinfonica, bisogna aspettare una risposta dal ministro. Secondo Emiliano un problema vero, dal punto di vista tecnico, non esiste. «Il ministro dia corso alla promessa consegna del teatro alla fondazione - spiega e io firmerò un provvedimento provvisorio usando due accortezze, in attesa dello studio che provi la resistenza al fuoco del foyer: sono pronto a raddoppiare la presenza dei vigili del fuoco in quel locale e a vietare che durante gli spettacoli del Petruzzelli si calpesti il solaio del foyer nel confinante circolo Unione. E' il massimo delle prescrizioni che potrebbero darci ». Una volta appurata la durata di resistenza alle fiamme del foyer, infatti, non è pensabile che venga ordinato un qualche intervento strutturale, ma solo qualche accortezza di questo tipo. Ma Emiliano ipotizza anche un'altra strada. «Il ministero lasci almeno che le maestranze montino le scene e gli artisti provino la Turandot. Se il 18 marzo non arriverà lo studio sulla resistenza al fuoco del solaio del foyer, si farà sempre in tempo a smontare tutto». Su almeno una delle due opzioni, ieri mattina, Emiliano contava di avere una disponibilità immediata del ministero. E invece, nonostante un certo ottimismo fosse giustificato dal direttore dei lavori, nominato dal commissario del ministero, questo via libera non è arrivato. A quanto sembra, c'è già un altro ostacolo che impedirà l'apertura del teatro dopo che anche l'agibilità sarà stata archiviata: non è pronto l'atto che formalizzerà la consegna del Petruzzelli alla fondazione perché ancora non è arrivato il parere dell'avvocatura dello Stato. Abbastanza per alimentare i sospetti del sindaco. E non solo i suoi. «Siamo in una situazione paradossale per questo torno a rivolgermi alle istituzioni di ogni grado. Non stiamo chiedendo nessuna violazione: la consegna del teatro alla fondazione non è per niente collegata alla concessione dell'agibilità ». Al contrario. Proprio lo stato attuale del teatro configurerebbe un pericolo. «L'impresa ha completato i lavori e l'assicurazione copriva l'attività di cantiere. Ora potrebbe non rispondere di eventuali danni. E poi sono necessari interventi di pulizia e un servizio di guardiania più significativo. Perché si impedisce alla fondazione, naturale ente gestore, di occuparsi del teatro?». Adriana Logroscino La scheda I lavori La ricostruzione del teatro Petruzzelli è stata completata a dicembre 2008. La prima tranche di lavori si era conclusa con il recupero del foyer nel 2004. Solaio e balaustra Il ministero ha condizionato la consegna del teatro alla fondazione, all'ottenimento dell'agibilità: l'autorizzazione a tenere pubblici spettacoli in condizioni di sicurezza. La commissione darà l'autorizzazione solo dopo la consegna dello studio di resistenza al fuoco per il solaio (atteso per il 18) e l'innalzamento di 10 centimetri della balaustra del foyer. La stagione Il 21 marzo il Petruzzelli doveva essere inaugurato con la Turandot. Ma in attesa dell'agibilità, agli artisti non viene concesso di provare in teatro né di allestire la scena. Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: BARI - data: 2009-03-06 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE L'attesa Ma forse ci sarà solo un concerto in Fiera Turandot, De Simone continua le prove BARI Roberto De Simone è ancora a Bari. E ci resterà, per provare la sua Turandot che doveva andare in scena il 21 marzo nel nuovo Petruzzelli, fino a quando non arriverà la risposta del ministero all'estrema richiesta di Michele Emiliano: lasciar entrare gli artisti in attesa di poter aprire le porte al pubblico. Se da Roma dovesse mai arrivare un sì, De Simone si farà trovare pronto per provare in teatro. Ma se, come sembra molto probabile, il ministero ribadirà il suo no, allora il maestro napoletano lascerà Bari. E della Turandot resterà una semplice versione concertistica che si terrà probabilmente nel padiglione Spazio Sette della Fiera. Niente colpi di scena, niente piano B. Semplicemente un concerto con le arie della Turandot diretto dal giovane maestro russo Denis Vlasenko. Gianluigi Gelmetti, infatti, viste le incertezze della stagione barese, aveva già rinunciato a gennaio scorso. Tutto da decidere il destino del resto della stagione. Ad aprile ci sarebbe la Valchiria, unica altra opera prevista prima dell'estate, difficile da allestire in tempi brevi. Poi i concerti, che verranno probabilmente trasferiti al Piccinni. Poi le altre opere, in autunno. Ma per quelle, quando la campagna elettorale si sarà chiusa, i direttori non dovrebbero correre il rischio di trovare il teatro chiuso. Intanto, a dimostrazione dell'atmosfera intorno al teatro, si agitano le forze politiche. Luigi D'Ambrosio Lettieri, senatore del Pdl, accusa Emiliano di proporre «soluzioni illegali» per perseguire il suo disegno elettorale. Federico Pirro, capogruppo idv in Comune, difende il sindaco e parla di «gravi scorrettezze ministeriali contrabbandate per zelo burocratico». Ad. Lo. D'Ambrosio Lettieri Il primo cittadino propone soluzioni illegali con un disegno elettorale