Camerota. Tutte le opere realizzate e in costruzione nella zona "Castello" hanno «titolo edilizio illegittimo». E lo stesso soprintendente Giuseppe Zampino ad intervenire dopo il blitz della guardia di finanza che, tre giorni fa, aveva denunciato 42 persone per gli abusi messo in opera in una zona a pochi passi dal mare e che rientra nel Parco nazionale del Cilento. La soprintendenza - come scrive in una nota Zampino - «vista l'entitá dei lavori in questione e le negative ripercussioni degli stessi sul contesto paesaggistico, giá in precedenza aveva coinvolto direttamente il comune di Camerota, richiedendo l'esibizione dei permessi a costruire con le relative autorizzazioni paesaggistiche, la verifica della liceitá delle opere eseguite ed in corso, nonché l'adozione dei provvedimenti repressivi di competenza qualora si fossero riscontrate delle violazioni di legge». E, rispetto ai 19 lotti interessati ai lavori (le opere finora eseguite comprendono due fabbricati abitati e 14 immobili in «avanzato stato di realizzazione»), il soprintendente ravvisa «gravi inadempienze da parte del comune di Camerota nell'esercizio delle funzioni in materia di tutela paesaggistica». Pertanto, gli uffici della soprintendenza «provvederanno ad informare la Regione Campania affinché valuti la necessitá di ritirare la sub delega concessa al'ente locale». Una presa di posizione ufficiale rispetto ad un vero e proprio scempio edilizio, visto che «gli abusi commessi hanno alterato sostanzialmente le previsioni progettuali di massima contenute nel piano di lottizzazione approvato».