Si inaugura la Stecca della ex Mazzini ospiterà 65 studenti in 34 camere È pronta la "Stecca" nell'area della ex caserma Mazzini, destinata ad accogliere la residenza universitaria dell'Imt. Con il recupero dell'immobile (fino a un paio di anni fa un rudere delle vecchie camerate della caserma) la città di riacquista una parte importante del suo patrimonio. L'intervento, finanziato dalla Fondazione CdR, sarà mostrato domani al pubblico nel corso di una inaugurazione alla quale parteciperanno il presidente della Fondazione, Gian Carlo Giurlani, il direttore di Imt, Fabio Pammolli, il sindaco Mauro Favilla, il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, i senatori Andrea Marcucci e Marcello Pera. Per l'acquisto, la ristrutturazione e il recupero funzionale della "Stecca" la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca ha investito 13,5 milioni di euro. L'intervento è stato realizzato su progetto dell'architetto Stefano Dini (coordinatore dei lavori il geometra Franco Mungai), in stretta collaborazione con la Soprintendenza, sotto la supervisione dell'architetto Glauco Borella e della dott. Maria Teresa Filieri. Iniziati nel settembre del 2006, i lavori hanno permesso di recuperare una superficie complessiva di circa 3600 metri quadrati, di cui circa 2200 destinati alla residenza universitaria, in grado di ospitare 65 studenti in 34 camere, con servizi collettivi, spazi per il relax e per la cura del corpo (anche una palestra con bagno turco) e 307 metri quadrati di aule per lo studio, mentre 800 metri quadrati sono occupati dagli spazi per la ristorazione. All'allestimento della gipsoteca sono stati destinati circa 400 mq e i rimanenti 210 mq., nel nuovo piano interrato, sono occupati da spazi tecnici, spogliatoi e depositi. Dopo un intervento di pulitura, bonifica e messa in sicurezza dell'edificio, è stato realizzato anche il miglioramento sismico delle strutture. La realizzazione dei lavori è stata preceduta e accompagnata da un'importante campagna di scavi guidata da Giulio Ciampoltrini della Soprintendenza archeologica per la Toscana. Il resoconto di questa campagna, insieme con una serie di interessanti note storico-artistiche dello studioso Gabriele Donati, è al centro dell'ultimo numero dei "Quaderni della Fondazione", pubblicato proprio in occasione dell'inaugurazione della "Stecca". A sottolineare l'importanza dell'intervento, lo stesso Ciampoltrini, nella sua introduzione al libro, si augura che il «dato archeologico possa essere opportunamente valutato per la lettura e la compiuta valorizzazione del complesso francescano di Lucca, che sta finalmente ritrovando l'antica vitalità, con ruolo rinnovato, nel recupero urbanistico di un quadrante cittadino per troppo tempo rimasto marginale».