Il presidente del Parco del Cilento: voglio capire che è successo, strano che nessuno si sia insospettito "Abbiamo solo 40 uomini della forestale, forze insufficienti per i controlli" "Sta per essere varato il piano urbanistico dei parchi: dopo non ci saranno più alibi" Sul piano di lottizzazione di Marina di Camerota avrebbe dovuto esprimersi anche il Parco nazionale del Cilento, oltre alla soprintendenza. È un altro dei passaggi che mancano allappello nel caso del "Castello", il condominio sotto sequestro perché tutto abusivo. Il direttore del Parco, Angelo De Vita, incontrerà i responsabili della forestale. «Vogliamo capire cosa è successo» dice il presidente della riserva, Amilcare Troiano, insediato sabato scorso, ex numero uno del Parco del Vesuvio. Presidente, come valuta il caso di Camerota? «Voglio approfondire, per questo ci vado di corsa, mi sembra così strano che nessuno si sia insospettito». Che poteri ha il Parco contro labusivismo? «Può mettere i sigilli, bloccare le opere, abbattere ciò che è abusivo al termine delliter giudiziario, tanti i compiti da svolgere. Ringrazio la Procura di Vallo della Lucania e le forze dellordine. Ci sarà sinergia costante. Il corpo forestale è la sentinella del Parco assieme alle forze dellordine». Il procuratore Alfredo Greco ha denunciato che nel Cilento il cemento illegale prolifera. Come vi muoverete? «Abbiamo 40 uomini della forestale. È la nostra polizia. Le forze non sono sufficienti. Il Parco, con i suoi 181 mila ettari, è il secondo dItalia dopo il Pollino, ha 80 comuni nel perimetro e 15 aree contingue. Molto antropizzato su un territorio assai vasto e eterogeneo. Tenerlo sotto controllo non è semplice. Adesso vigono norme di salvaguardia molto rigide, a meno che i comuni non si dotino di piano regolatore». A Camerota, proprio da quel piano regolatore è venuta fuori una speculazione selvaggia. «È in dirittura di arrivo il piano urbanistico dei parchi Cilento e Vesuvio. La commissione presieduta da Pasquale Sommese ha chiuso listruttoria. Il consiglio deve solo approvare. A quel punto avremo regole certe e tutti gli strumenti urbanistici dei comuni si dovranno adeguare. È un piano molto complesso, ma non ci saranno più alibi». In fatto di abbattimenti lei ha già una certa esperienza. «Certo, nellarea del Vesuvio dal 2001 al 2005 abbiamo abbattuto 23 mila metri cubi di cemento. Lo ha fatto anche lex presidente Giuseppe Tarallo: continueremo sulla stessa linea». Lassessore Cundari ha dichiarato che i sindaci sono i meno affidabili per i controlli perché si preoccupano più dei voti per le elezioni. «Ho già incontrato i sindaci nellassemblea di lunedì scorso. Dobbiamo collaborare intensamente, fare squadra, coniugare il rispetto dellambiente con lo sviluppo sociale del territorio, dimostrare come nelle aree protette la tutela dellambiente può rappresentare per le comunità locali un volano di sviluppo. La sfida è grossa, questa è una grande risorsa, bisogna essere attenti, muoversi con molta sensibilità».