Percorsi espositivi lungo i tesori ipogei di Gravina e intorno alla cattedrale di San Michele Stanziati i fondi Sarà un volano per il turismo. Già oggi il nostro patrimonio rupestre attira visitatori da Francia e Germania Quando il progetto sarà completato consentirà di ammirare la trama di grotte scavate nelle pareti collegate da scale e scalette Una somma che si aggiunge ad altri 350mila già stanziati per la realizzazione di percorsi naturalistici nelle gravine intorno alla cittadina. I progetti originari sono infatti due: la creazione di itinerari allinterno delle gravine e lavvio del primo museo allaria aperta. Ma il fine è unico: recuperare lincredibile patrimonio naturalistico, e non solo, di cui è dotata Gravina di Puglia. Larea individuata per la realizzazione di questo progetto che non ha eguali in Italia è quella intorno alla cattedrale di San Michele delle Grotte, la più grande chiesa rupestre di Puglia, luogo in cui sorge il più grande ipogeo dEuropa, quello di San Michele delle Grotte. Recentemente restaurato e reilluminato, lipoego è destinato, secondo il progetto, a essere aperto al pubblico per mostrare bellezze che sono rimaste intatte nei millenni. "Attualmente il sito è già al centro di un forte interesse turistico, specie da parte di visitatori tedeschi e francesi, che trovano nelle loro guide sulla Puglia proprio indicazioni su San Michele delle Grotte", spiega Piero Amendolara, presidente dellassociazione culturale "Benedetto XIII" che custodisce e gestisce lipogeo e la chiesa rupestre. "E un importantissimo esempio dellhabitat rupestre, rimasto praticamente intatto ? dice Amendolara ? Una volta che sarà completato il progetto di realizzarvi un museo, sarà possibile ammirare lintrico di grotte scavate nelle pareti, praticamente su tre piani collegati da un sistema di scale e scalette". Il concetto alla base delliniziativa è dunque quello di creare un museo che non sia un semplice contenitore, ma di trasformare uno spazio preesistente in unattrazione museale. Liniziativa permetterà di valorizzare unarchitettura creata sostanzialmente dalla natura. La giunta comunale guidata da Rino Vendola inserì già nel 2006 il progetto nel piano triennale delle opere pubbliche. La Provincia di Bari garantì i finanziamenti. Nei giorni scorsi la Provincia ha chiuso laccordo con il commissario straordinario che attualmente guida lamministrazione di Gravina, Domenico Di Gioia, grazie al diretto interessamento del presidente Vincenzo Divella e degli assessori provinciali Anna Paladino, allAgricoltura e Parchi, e Sante Giordano ai Trasporti. Una volta completata liniziativa, Gravina potrà dirsi veramente una piccola Firenze: sono infatti già tre i musei aperti nel centro cittadino. Quello di Arte sacra, il museo civico, e il museo della fondazione "Ettore Pomarici Santomasi". Secondo i progetti della giunta Vendola se ne sarebbero dovuti aggiungere almeno altri tre, fra cui appunto quello dellacqua e della pietra. Liniziativa si scontra però con i tempi della politica. La realizzazione del museo sarebbe dovuta già iniziare, ma la caduta della giunta Vendola ha rallentato tutti i passaggi burocratici, spiegano i dirigenti della Provincia di Bari che stanno seguendo il progetto. Manca ancora unultima formalizzazione prima di dare il via ai lavori.