Una nuova città a sud di Milano. Ottomila nuovi abitanti tra Segrate e Milano 2. Colate di cemento a Vittuone. Al partito del mattone la nuova legge urbanistica regionale, prevedono gli ambientalisti, non gli farà un baffo. Un po perché i buoi sono già scappati, nel senso che i «piani integrati dintervento» già adottati (70 dallinizio del 2008 in provincia di Milano) e le varianti allo sportello unico (33) sono davvero tanti e non si possono toccare. Un po perché la legge, per dirla con Damiano Di Simine, di Legambiente, «è così piena di bizantinismi» che non sarà difficile trovare la scorciatoia. In particolare, nel passaggio in cui si accetta che si possa andare in variante «nei casi di piani integrati che prevedano infrastrutture pubbliche o di interesse pubblico di carattere strategico ed essenziali per la riqualificazione dellambito territoriale». Non dovrebbe subire stop - forse qualche rallentamento - la colossale operazione che il gruppo Cabassi ha in serbo tra Rozzano e Assago, completando - meglio dire raddoppiando - il complesso Milanofiori Nord, già in costruzione. Milanofiori Sud, questo il nome del progetto, occuperebbe una superficie complessiva di 1,1 milioni di metri quadri. Una grande area integrata nel verde del vicino Parco Sud, a sette chilometri da Milano e a due passi dal casello autostradale e dalla tangenziale. Esiste già un masterplan, un progetto generale, elaborato dallo studio 51AA, che sarà affiancato «da altri importanti studi di architettura italiani e stranieri». Prevede, tra laltro, ledificazione di un grattacielo da record: 212 metri daltezza, tre meno della torre di Isozaki prevista a Citylife. «Un consumo di suolo eccessivo - commenta Emilio Guastamacchia, docente a contratto del Politecnico ed ex assessore al Comune di Rozzano, incarico dal quale si è dimesso proprio in dissenso sulle scelte urbanistiche - più di quanto si costruirà per lExpo e tre volte il Cerba». Il progetto di Milanofiori Sud è contemplato nel documento di inquadramento, preliminare al Piano di governo del territorio, approvato dal Comune a fine 2006. Una via più rapida del Pgt sarebbe il Pii, il piano integrato di intervento. Che ora, con la nuova legge, è più difficilmente praticabile. Il progetto potrebbe essere rivisto, eliminando la possibilità di costruire case accanto agli uffici. A meno di trovare, ipotizza Guastmacchia, «le scappatoie previste dalla nuova legge». Lintervento, inoltre, è solo uno dei tanti nel cassetto del Comune di Rozzano. «Oggi il paese - spiega il docente - ha quasi 40mila abitanti. Se si attuassero tutte le previsioni del documento di inquadramento, che prevedono decine di Pii, supererebbe tranquillamente i 50mila. In proporzione, è quello che succederebbe a Milano se si avverasse il sogno dellassessore Carlo Masseroli dei 700mila nuovi residenti». Il sindaco di Rozzano, Massimo DAvolio, preferisce tacere. Matteo Cabassi, invece, si sente tranquillo: «La nuova legge approvata dalla Regione non ci crea problemi: stando a quello che ho letto sui giornali, gli emendamenti presentati non riguardano casi come il nostro. Noi possediamo dei terreni edificabili. E gli effetti della norma non dovrebbero riguardare i Comuni della cintura Expo. Ad ogni modo, stiamo aspettando la programmazione definitiva». Per Legambiente è uno dei tanti casi che dimostrano quanto in Lombardia si stia cementificato oltre il limite: «Secondo lIstat - spiega Di Simine - nel decennio 1997-2006 si sono costruiti, ex-novo, edifici per un totale di 1.500.000 stanze: abbastanza per dare un tetto a 1.800.000 abitanti lombardi in più. Oltre il doppio dellincremento demografico realmente registrato». La Provincia di Milano, intanto, comincia a discutere oggi il suo Piano territoriale: «Servirà - spiega lassessore Pietro Mezzi - ad arginare gli effetti dei Pii, quasi 200 dal 2005 a oggi nel Milanese. Una legislazione regionale così permissiva non ci aiuta». A Segrate, però, la nuova legge potrebbe ridimensionare il progetto del "golfo agricolo", previsto su 687mila metri quadrati di proprietà del senatore Pdl Giampiero Cantoni. Sempre che il Comune non trovi una via duscita tra le pieghe della legge.