Il sistema di finanziamento pubblico alle arti ha la sua origine nel Regno Unito negli anni Quaranta del Novecento, quando il sostegno statale nel settore era visto come l'espressione di una società libera e democratica, capace di ricostruire una via vita culturale dopo il trauma della guerra. L'organismo nazionale di finanziamento della cultura, presieduto dall'economista John Maynard Keynes, diede origine nel 1946 all'Arts Council of Great Britain, considerato il primo ente pubblico a sostegno delle arti che sia riuscito a stanziare e distribuire fondi del Govrno a una salutare distanza di sicurezza dalla contesa politica. Keynes credeva che l'Arts Council fosse una realtà temporanea ai fini della neostruzione post-bellica, ma il principio che il Governo debba svolgere un ruolo nel finanziamento delle arti è poi rimasto nella pratica e nella teoria della politica inglese, anche se il dibattito su cosa finanziare è stato sempre complesso e controverso. Per i primi vent'anni del dopoguerra, è spettato al ministero del Tesoro decidere lo stanziamento di fondi a enti come musei e biblioteche, finché nel 1965 la responsabilità è passata a un dicastero specifico, il Department for Education and Science. Gli anni Settanta sono stati caratterizzati da un maggiore sostegno governativo per le arti, ma anche da un acceso dibattito su quali forme di arte e cultura dovessero essere finanziate. A partire dagli anni Ottanta il Governo Thatcher, pur rimanendo impegnato al principio del finanziamento pubblico, ha incoraggiato il coinvolgimento di finanziamenti privati. Nel 1990 è stata promossa una politica generale di sostegno alla cultura. Nel 1992 è stato stabilito un apposito dicastero, il Department of National Heritage, che dal 1997 si chiama Department for Culture, Media and Sport. Negli stessi anni è stato deciso di suddividere l'Arts Council della Gran Bretagna in tre organismi separati, per l'Inghilterra, la Scozia e il Galles, ri flettendo una generale tendenza al decentramento. Nel 1994 l'istituzione della National Lottery ha garantito un grosso flusso di denaro (decine di miliardi di sterline) per finanziare importanti progetti culturali. Oggi, in tempi di crisi economica, molti temono che le olimpiadi del 2012 assorbiranno gran parte dei fondi disponibili. Sicuramente nell'ultimo decennio sono avvenuti cambiamenti nella politica culturale più incisivi di quelli del precedente mezzo secolo, con una netta tendenza a favorire l'incontro tra le priorità del Governo nazionale e le varie esigenze a livello locale e regionale, senza la mediazione di enti intermediari, come era sempre avvenuto, e la tendenza a collaborare sempre pi con società private. Allo stesso tempo sono stati creati organismi unitari per gestire i fondi destinati, per esempio, ai musei, alle biblidteche, al cinema. In Inghilterra, ci sono oggi un considerevole numero di enti pubblici o a partecipazione statale, e una serie di società private che cooperano per sviluppare le economie regionali e allo stesso tempo investire nella cultura. Un nuovo programma per lo sviluppo regionale dei musei, lanciato nel 2001 il Renaissance in the Regions prevede che entro il 2011 siano investiti in totale duecentonovantadue milioni di sterline. Dal dicembre del 2001 in tutti i musei e le gallerie finanziate dallo Stato l'ingresso è gratuito, e negli anni seguenti il numero di visite è aumentato clell'87 per cento, circa sei milioni di visitatori in pi ogni anno. Il programma Find your talent ha stanziato venticinque milioni di sterline per dare ai giovani l'opportunità di esperienze culturali di alto livello e di sviluppare un potenziale artistico. In ogni caso ud Regno Unito il sostegno per la cultura non ha carattere solo statale. Tale sostegno passa principalmente attraverso il sistema dell'Arts Council, o attraverso organismi specifici sotto forma di finanziamenti mirati a progetti precisi, o di sostegno.