Un gioiello dell'arredo Anni Trenta ultima scrivania, quella su cui lavorava il Dottore, è stata spostata, imbragata con tutte le cautele, martedì scorso. Dal sesto, aulicissimo piano di Palazzo Gualino, in corso Vittorio 8, progettato dalla coppia Pagano-Levi Montalcini ex-sede degli uffici tributari, al quarto piano del «Lingottino» di via Vigone, dove si è trasferito l'intero pianeta tasse del Comune. E così, l'ex ufficio che Umberto Agnelli occup negli Anni Sessanta in qualità di presidente della Sava, dopo aver fatto da sfondo a ben due film («Enrico Mattei» e «Ti piace itchcock») e dopo aver ottenuto il via libera della Soprintendenza, si è coriandolizzato e ha perso quella sua vista a picco su Torino: un pezzo nell'ufficio del direttore della divisione Tributi di via Vigone, un altro nella sala riunioni dello stesso settore. Stesso discorso per le boiseries Armi Quarmta, i lampadari Venini, per le poltrone e i tavolini Art Decò. I primi ad accusare il colpo saranno i registi orfani di una simile, insostituibile location, poi tutti quegli architetti che detestano il «trasloco decontestualizzato». Come per esempio Benedetto Camerana, che vede in quest'ultimo «affronto», una sorta di beffa del destino: «Gualino è stato un architetto visionario e geniale, ma il suo operato è andato quasi interamente disperso. Quest'ulteriore smembramento degli arredi di un ufficio che in sé costituiva un unicum appare come l'ultima tappa di un processo fatale». D'altronde, per , pare che non ci fossero alternative, come spiegano alla divisione Patrimonio di Palazzo Civico: Pirelli Real Estate (che mesi fa aveva comprato l'immobile dal Comune insieme con altri «pezzi» di rilievo architettonico) aveva bisogno di ristrutturare per rivendere. E sinora, dal momento che la Soprintendenza aveva posto il veto, non aveva potuto muovere nulla. Ora il via libera è arrivato e l'ufficio che fu di Umberto non c'è pi . Con buona pace di registi e architetti. Molti, anche in Comune (specie fra gli impiegati degli uffici Tributari) ora se ne rammaricano. E ne hanno ben motivo. Avete presente l'ufficio di umphrey Bogart in «Sabrina»? L'atmosfera fra quelle pareti al sesto piano di corso Vittorio era la stessa. «Diciamo la verità - aveva dichiarato nell'olimpico 2006 l'allora assessore al Patrimonio Paolo Peveraro - la nostra intenzione è vendere l'immobile, che misura in tutto 3 mila metri quadri e il cui valore si aggirerà attorno ai 10 milioni. Che cosa succederà al 6 piano, per , non sappiamo. Tutto il mobilio è vincolato dalla Sovrintendenza e quindi, magari si trasformerà in un piccolo museo. Come si fa a dirlo adesso?». In effetti le caratteristiche per far pagare un biglietto di ingresso a questi uffici (che comprendono anche due sale riunioni) c'erano eccome. Vista mozzafiato e tutto, ma proprio tutto, dalla moquette beige al linoleum, dai lampadari soffiati a mano di Venini, alle cartine del Piemonte dipinte a mano alle pareti, tutto era rimasto intatto come allora. Ora l'ufficio è vuoto e Pirelli, come spiega l'architetto Caraglia, pu finalmente dare il via libera all'operazione di ristrutturazione e vendita: uffici e residenza, un mix che era già dichiarato fin dall'inizio. E proprio in quell'ufficio che cosa nascerà? «Un altro ufficio, certamente non un alloggio» spiegano i tecnici. Chi lo occuperà sarà fortunato. Perché da quelle finestre ci si sente sul serio il dominus della città.
TORINO - L'ufficio di Umberto ora è al Lingottino
Il Comune di Torino ha spostato l'ufficio del direttore della divisione Tributi dal sesto piano di Palazzo Gualino, dove era stato trasferito, al quarto piano del Lingottino di via Vigone. L'ufficio, che era stato occupato da Umberto Agnelli negli anni '60, era stato scelto per la sua atmosfera unica e aveva vinto il via libera della Soprintendenza. Tuttavia, Pirelli Real Estate, che aveva comprato l'immobile dal Comune, aveva bisogno di ristrutturare l'ufficio per rivendere l'immobile. La Soprintendenza aveva posto il veto, ma ora il via libera è arrivato.
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