Cultura: tagli e polemiche. Il Partito democratico ha ieri promesso battaglia dentro e fuori il Campidoglio contro i pochi fondi destinati alla cultura nel Bilancio dell'amministrazione di Gianni Alemanno che arriverà il 23 marzo in consiglio comunale. Giovanna Melandri parla di «furia iconoclastica, miope, illiberale e premoderna». Con lei i consiglieri comunali del Pd, Paolo Masini, Giulio Pelonzi e Dario Nanni, oltre il responsabile regionale l'attore Francesco Siciliano, lanciano un appello «perché la cultura a Roma ha le ore contate». E presentano una lista municipio per municipio dei fondi decurtati: dal centro storico dove il budget è l'80 per cento in meno, da 108 mila a 20 mila euro, al V dove sono a rischio i «concerti Gospel», al XIII, Ostia, che pure ha un'amministrazione di centrodestra, dove non si potrà più fare «Filmare festival». «Invece di fare conferenze stampa lavorino alle proposte - replica l'assessore alla Cultura Umberto Croppi - Il documento economico è aperto e deve passare al loro vaglio e in consiglio. E faccio presente che il nostro bilancio di previsione 2009 è superiore perfino al consuntivo 2007 e 2008. Se poi lo paragoniamo alle previsioni siamo nettamente sopra: non c'è stato nessun taglio alla cultura». Il sottosegretario ai beni culturali Francesco Giro aggiunge: «Non mi risulta che la cultura in Campidoglio sia stata taglieggiata casomai razionalizzata. Con Veltroni esisteva, e in parte esiste ancora, un megacarrozzone di Case, Teatri di cintura e altri enti e istituzioni costruite su misura sull'ambizione politica di una oligarchia che governava la città». E Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura: «Ricordo ai colleghi dell'opposizione che nonostante i tagli strutturali il comune sta mantenendo gli impegni presi con il territorio, e istituisce un nuovo circuito culturale nella città "Roma in scena"». Ma il Pd annuncia «ferma opposizione in aula Giulio Cesare», e invita i giovani a mobilitarsi protestando sotto il Campidoglio.