Finazzer: «Creatività e comunicazione alla base dei successi» Bandera: modellare l'offerta sulle richieste. La rinascita di Brera ha un marchio di garanzia: Caravaggio. La prima mostra del bicentenario ha fatto sballare i numeri della Pinacoteca: dai 33.292 visitatori dei primi due mesi del 2008 si è passati ai 76.716 di quest'anno. Più che raddoppiati, nonostante il biglietto rincarato da 5 a 10 euro: «Non bisogna aver paura di tenere alto il livello dell'offerta», commenta la Soprintendente Sandrina Bandera. Ché i risultati arrivano. Sbalorditivi. In mezzo alla crisi o forse proprio adesso. I segnali sono eloquenti: rinasce Brera con la garanzia Caravaggio, e sia, ma cresce anche il Poldi Pezzoli con le statuette netsuke di tradizione giapponese (6.124 biglietti nel 2008 e 6.509 nel 2009). Altro boom: sono quasi raddoppiati gl'ingressi alle mostre a Palazzo Reale, Besana, Pac e Palazzo della Ragione (da 123.497 a 200.272). Per dire: tira un'aria nuova che sa d'antico, di tradizioni e arte. Si respira fin sulle terrazze del Duomo: 56.845 turisti saliti tra le guglie a gennaio-febbraio 2008, 57.479 quest'anno (nonostante il prezzo maggiorato). È la cultura che sfida la crisi. Oppure è la crisi che cambia i costumi, riordina le priorità, ridisegna gli stili di vita. I numeri? «Sono la prova che la gente ama i musei», risponde Bandera: «Vanno colti sentimenti e aspettative del pubblico, bisogna modellare la comunicazione culturale sulle variazioni della richiesta». Il Poldi Pezzoli, accanto alla mostra, ha organizzato conferenze sulla cultura giapponese. Uno dice: roba di nicchia. Sbagliato. «Avremmo avuto bisogno di uno spazio tre volte maggiore per ospitare tutto il pubblico», chiosa la direttrice Annalisa Zanni: «È un segnale fortissimo, con la crisi che c'è. Dimostra un bisogno enorme di valori eterni, spirituali, una ricerca diffusa di bellezza consolidata e conoscenza...». Il successo di Caravaggio. Il record di Magritte a Palazzo Reale: 79.987 visitatori. Altre 117.856 presenze nei musei comunali, dal Castello Sforzesco (43.946 ingressi) al Museo di Storia Naturale (33.453). La cultura fa da traino all'economia milanese, è in salute, e lo dimostra anche una ricerca inedita della Camera di Commercio: da settembre a oggi le imprese del settore sono aumentate del 7 per cento. Cinema e teatro e investono in nuove produzioni. Il Museo Diocesano, nel 2008, ha contato 45 mila visitatori: «La domanda di cultura è sempre molto forte osserva il direttore, Paolo Biscottini . Si possono ottenere risultati anche in un'ottica di risparmio, senza tagliare qualità e contenuti, utilizzando risorse interne...». Musei anticrisi, chi l'avrebbe detto. La seconda versione del Design Museum, la Serie Fuori Serie, apre al pubblico il 21 marzo. Obiettivo: rilanciare la Triennale. E di rinnovamento, dopo chiusura e ristrutturazione, si veste anche il Museo della tecnologia. Per l'assessore alla Cultura, Massimiliano Finazzer Flory, il primo «nuovo» fattore di successo del sistema museale può essere riassunto in tre C: comunicazione, comunità e creatività: «Abbiamo reso l'offerta più sexy e narrativamente divertente ». Non solo: «Funziona la formula della cultura portata fuori dal palazzo», dice Finazzer. Gli eventi nelle piazze come atti di guerrilla marketing: «Così si avvicinano le strutture della cultura alla gente».