VICENZA I portici settecenteschi di Monte Berico, progettati dal Muttoni saranno rimessi a nuovo. Ieri, infatti, la giunta comunale ha deliberato l'approvazione del progetto preliminare del recupero della costruzione lunga settecento metri e composta da centocinquanta arcate ripartite in gruppi di dieci. Dopo un primo restauro del Dopoguerra, quello degli anni Ottanta e un terzo intervento compiuto in occasione del Giubileo, oggi si è reso necessario intervenire ancora, su esplicito sollecito dei Padri del Santuario, sulle strutture del coperto danneggiate da infiltrazioni, sulle superfici intonacate e tinteggiate, spesso oggetto di gesti vandalici e sulle lunette. A tal proposito, poi, si interverrà anche con una vernice speciale che consentirà una più veloce cancellazione di eventuali nuove scritte vandaliche. «Approvato il preliminare, con la redazione del progetto esecutivo dovremmo formalizzare anche il finanziamento, per il quale contiamo nella Fondazione Cariverona e nella Società Autostrade spiega l'assessore ai lavori pubblici Ennio Tosetto - . Il progetto, per un importo complessivo di 350 mila euro, è stato redatto da Amcps e ha avuto il parere della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio». Ma il Comune penserà al recupero dell'intera zona: «La giunta ha valutato anche la questione della pavimentazione della curva davanti alla Basilica di Monte Berico, molto danneggiata e pericolosa prosegue Tosetto - . Lì ci si sta orientando verso la sostituzione del porfido con l'asfaltatura: trattandosi di una strada a tutti gli effetti che è sottoposta a un passaggio di traffico anche pesante non può infatti essere supportata dal fondo attuale». L'esecutivo ha deciso di provvedere in un secondo tempo alla sistemazione anche del cosiddetto "poggio" verde davanti all'ex sede dell'università e al piazzale di Monte Berico, stabilendo che dovrà essere progettata la sistemazione complessiva dell'intera area oggi molto degradata. La giunta, ieri, ha anche risolto la questione della pavimentazione di contrà Gazzolle, Piancoli e Cabianca, dopo i disagi provocati dal cantiere e dalla pavimentazione scelta (masselli autobloccanti). «L'opera non è stata collaudata e pertanto è ancora a tutti gli effetti un cantiere di Aim spiega Tosetto - : non tocca pertanto al Comune pagare le spese per le riparazioni eseguite da Amcps o per eventuali richieste di danni. Quanto è stato realizzato è difforme dal progetto promosso dal Comune e approvato dalla Soprintendenza, perché i masselli posati al posto del previsto porfido non sono mai stati autorizzati e, visti i risultati, non costituiscono di certo una miglioria tecnica. Per tutti questi motivi, la pavimentazione va rifatta come da progetto, cioè in porfido, a cura e spese di Aim».