Pompei. È arrivato alle 16.20 negli uffici della soprintendenza di Porta Marina Superiore. Marcello Fiori per i prossimi quattro mesi sarà il nuovo responsabile dell'area archeologica con il compito di commissario per l'emergenza scavi. Il primo atto compiuto da neo commissario è stato l'incontro con lo staff dell'ex commissario, il prefetto Renato Profili, per avere un quadro completo degli interventi programmatici già attuati e quelli in fase di attuazione. Un saluto cordiale e l'impegno di collaborare per il bene del sito archeologico con il soprintendente Pietro Giovanni Guzzo, giunto in in sede alcuni minuti prima dell'arrivo del dirigente generale della protezione civile. Nei prossimi giorni in calendario ci sono gli incontri con il presidente della Regione, Antonio Bassolino, con il sindaco di Pompei, Claudio D'Alessio e con l'arcivescovo Carlo Liberati. Le parole d'ordine ereditate da Profili sono «risanare il degrado dell'area archeologica». Il primo atto che compirà da commissario dell'area archeologica? «È prematuro dire qualsiasi cosa prima di aggiornarsi sulla situazione», premette Fiori. Il vice di Bertolaso, dunque, si è lanciato in una rapida full immersion per essere immediatamente operativo nel suo nuovo ruolo di commissario per l'emergenza dell'area archeologica. Fiori, d'altronde, è un esperto nel fronteggiare le emergenze, visto il suo impegno nell'intricato e difficile nodo dell'emergenza spazzatura in Campania al fianco del capo della protezione civile Bertolaso. Il nuovo responsabile del sito di Pompei è un tecnico con una vasta esperienza nell'ambito dei beni culturali, per i suoi precedenti incarichi al ministero e per le sue capacità organizzative e di pianificazione di grandi eventi culturali e religiosi come il Giubileo del 2000. Insomma, in molti sono sicuri che Fiori è «l'uomo giusto per Pompei». Ritenuto dagli esperti in materia una «persona preparata a risolvere i problemi del sito archeologico legati al degrado interno ed esterno degli scavi». La città sepolta è stata commissariata nel luglio dello scorso anno con un decreto del Consiglio dei ministri. Il commissariamento della soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei ha una scadenza annuale, rinnovabile laddove vengano riscontrate emergenze nuove o non ancora risanate. Quarantacinque cantieri aperti e venticinque milioni di euro investiti è il risultato di otto mesi di commissariamento. L'apertura dei ristoranti «Casa Bacco», affidato all'Autogrill, e della «Casina dell'Aquila», gestito dalla società Mediterranea di Mazara del Vallo che porteranno nelle casse della soprintendenza mezzo milione di euro, da reinvestire per la tutela della città sepolta, sono il tornaconto più immediato del commissariamento dell'area archeologica. Al nuovo piano commerciale, che ha individuato nuovi spazi per i venditori di souvenir così da liberare e rendere più sicure le aree antistanti gli ingressi principali del sito, l'apertura di nuove domus chiuse da decenni, l'avvio dei lavori per la costruzione di un deposito-museo per i reperti conservati nei magazzini del museo archeologico di Napoli, frutto della prima fase programmatica, andranno ad aggiungersi i restauri dei mosaici e degli affreschi delle case più importanti della città eterna.