Lassessore: con la Procura per labbattimento Legambiente "Questa vicenda è paragonabile a quanto accaduto a Casalnuovo" La Regione si schiera a fianco dei magistrati contro la lottizzazione abusiva di Marina di Camerota. «Insieme dobbiamo fare in modo che si possa abbattere. Ma sempre quando sarà chiusa lazione giudiziaria» annuncia lassessore allAmbiente, Gabriella Cundari. Il sequestro del condominio "Castello", una colata di cemento completamente abusivo per 30 villette, strade e terrazzamenti, apre un altro inquietante capitolo nella lotta allillegalità edilizia in Campania. «Lavoreremo di concerto con la Procura, appoggeremo la denuncia del soprintendente Zampino», afferma Cundari, «chiameremo il commissario a spiegarci i fatti accaduti. A fare una cosa illegale non ci vuole niente, la magistratura sequestra e magari poi arriva un ricorso al Tar a bloccare tutto. Per ripristinare la legalità ci vuole un tempo enorme». Oggi alla Regione ci sarà la riunione con Pio Baldi direttore generale e nove soprintendenti della Campania per rivedere il sistema delle autorizzazioni paesaggistiche. Ritirare la sub delega in materia di tutela paesaggistica agli enti locali: è lipotesi prospettata da Zampino. «Per cambiare le regole - obietta lassessore - in questo caso ci vuole una legge nazionale. Noi siamo sommersi ogni giorno da mille richieste di autorizzazioni che vanno dallo scalino alla villa. Fare i controlli è lungo, perciò lo Stato dette la sub delega ai Comuni, perché pensava che il sindaco potesse agevolare questo percorso. Invece loro si fanno la campagna elettorale sulle concessioni che danno». Gabriella Cundari ricapitola le iniziative della Regione in materia di lotta al mattone abusivo: «In questi due anni e mezzo abbiamo abbattuto 40 unità. Un intero quartiere abusivo a Casalnuovo, un grosso complesso inaugurato da Cordova sul porto romano di Miseno, la pratica è durata 25 anni, buttato giù diversi edifici in tutta la regione, cercando di andare avanti su questa linea. In molti casi gli stessi proprietari autori degli abusi hanno abbattuto. Il nostro deve essere un monito: "Attenti che si abbatte"». Al nuovo presidente del Parco del Cilento, Amilcare Troiano, «che ha fermato la cementificazione sul Vesuvio, chiediamo la stessa azione energica» dice Michele Buonomo, presidente regionale di Legambiente. «Il caso di Marina di Camerota è come Casalnuovo, è una speculazione edilizia talmente grossa che la scopri per caso» sostiene Buonomo. «Come Casalnuovo fu scoperta da un carabiniere mandato a fare controlli sulla sicurezza sui cantieri. Perché cè una vera e propria holding che si avvale della connivenza dei burocrati locali, della politica, delle amministrazioni. Nel Cilento stiamo denunciando da anni che la speculazione è fortissima e le ecomafie stanno puntando sulle aree protette, quelle di maggiore pregio. Alcune situazioni sono apparentemente perfette». Il sospetto sul condominio "Castello", su cui ha lavorato la Guardia di finanza - Brigata Camerota marina - è venuto allarchitetto Nora Scirè e allingegnere Carmelo Mola, quando si sono trovati a Camerota per un controllo sul porto. Scirè ricordava che la soprintendenza diverso tempo addietro aveva dato un parere di massima. Andando a verificare, ha scoperto che non era mai stata data alcuna autorizzazione ai progetti e che gli abusi commessi avevano alterato il piano di lottizzazione, con interventi devastanti per la collina.