Ledificio è stato acquisito due anni fa dalla Aedilia Venusta. La grotta delle acque sarà aperta al pubblico "Il borseggio è diventato il nostro incubo" La ditta ha avuto il via libera della soprintendenza per il recupero a breve partirà il cantiere Baldassare Conticelli lancia lsos dal mercato di via Jung Legiziano Philip lavora a Villa Igiea sua moglie è palermitana LONDA di recupero che sembra interessare tutto il quartiere dellAcquasanta coinvolge anche i beni storici della zona. Come la villa simbolo della borgata, quella dove sorgeva lo stabilimento termale che ha finito per dare il nome alla borgata. Oggi due palme, ancora apparentemente non intaccate dal punteruolo rosso, si ergono davanti allingresso principale. Al centro delledificio però, ci sono tre cassonetti dellimmondizia che sfigurano uno dei casali dellaristocrazia palermitana settecentesca, di cui Villa Lanterna rimane simbolo indiscusso. Ma presto la struttura potrebbe tornare allo splendore di un tempo: a breve sarà avviato un cantiere per la ristrutturazione e il restauro dellintera opera architettonica, la villa e lannesso stabilimento termale fondato dai fratelli Pandolfo. La residenza nobiliare fu costruita nella seconda metà del Settecento, fortemente voluta dal barone Mariano Lanterna che scelse il quartiere Acquasanta come luogo di villeggiatura. Le presunte capacità terapeutiche della "fonte dellacquasanta", da cui il nome del quartiere, spinsero intorno al 1800 i fratelli Pandolfo, due frati benedettini già proprietari della chiesa della Madonna dellAcquasanta, allacquisto delledificio per la realizzazione di uno stabilimento termale. Il crescente sviluppo dellarea fu però interrotto dopo il trasferimento dei frati a San Martino delle Scale. Da allora la villa si trasformò in una costruzione anonima, spesso vandalizzata e simbolo di una Palermo che non riesce a sfruttare le ricchezze del passato. Oggi rimane una costruzione semidistrutta. Sono piccoli particolari a ricordare però i fasti di un tempo. Entrando, tra il degrado, si nota una preziosa pavimentazione in ceramica e unintera stanza conserva decorazioni in oro zecchino che adornavano le pareti. Due anni fa lacquisto da parte della ditta palermitana Aedilia Venusta che, a breve, inizierà i lavori di recupero. In passato voci di quartiere che annunciavano la possibile realizzazione di una beauty farm, fecero discutere i residenti. Paura soprattutto per la piccola grotta retrostante il casale, oggi annessa a questo, e al centro di numerosi dibattiti. A seguito di studi condotti in passato e del rinvenimento di oggetti risalenti alla civiltà fenicio punica, sembra che le pareti rocciose della piccola grotta, così come della vicina e maestosa Grotta del Bagno della Regina, celino un pezzo di storia non indifferente. «È un bene pubblico - afferma Francesco Lo Cicero, responsabile della cooperativa Di Giovanni, che si occupa nellarea adiacente del rimessaggio delle imbarcazioni - non può essere chiuso». Ma si trattava solo di voci. «La villa è stata acquistata in seguito ad accordo con la soprintendenza che non aveva interessi ad acquistare limmobile - afferma Vincenzo Rizzacasa, amministratore unico della Aedilia Venusta - abbiamo ottenuto lautorizzazione edile e procederemo coi lavori. Laccordo prevede comunque lapertura al pubblico della grotta a orari stabiliti. Per quanto riguarda il resto della struttura, diventerà unabitazione privata». E chissà che la rinascita della villa settecentesca non riporti, nel quartiere, lafflusso di visitatori che faceva dellAcquasanta uno dei salotti della periferia palermitana.