La sentenza per i cantieri dellAlta Velocità: 150 milioni a Ministero, Regione e Provincia Ventisette persone condannate per reati ambientali e lobbligo, per il Cavet, di risarcire le parti civili, versando 50 milioni di euro al ministero dellAmbiente, 50 alla Regione e 50 alla Provincia. Si è concluso così il processo sulla costruzione della Tav fra Emilia Romagna e Toscana. Lo stuolo di avvocati della difesa esce abbastanza soddisfatto. Il professor Padovani: "Una sentenza che non ci dispiace" Danni in Mugello, Cavet condannato per la Tav Alta velocità, pene da 3 mesi a 5 anni per 27 imputati . Maxi risarcimento da 150 milioni "Alla fine nessuna accusa resterà in piedi" Quasi tutti i condannati sono dirigenti, ingegneri e tecnici del Consorzio Il reato di furto aggravato di acque pubbliche stralciato alla Corte Costituzionale «È una sentenza che non dispiace alla difesa», commenta a caldo il professor Tullio Padovani che con numerosi colleghi, fra cui gli avvocati Antonio DAvirro, Eriberto Rosso e Anna Francini, difende i vertici del Consorzio Cavet, per i quali i pm Tei e Monferini avevano chiesto una condanna a dieci anni di reclusione. «Peggio che per il disastro del Vajont», si era infuriato il professor Padovani. Che ora sorride: «La mia profezia è una sola: alla fine non resterà nessuna delle accuse, come i dieci piccoli indiani di Agatha Christie. In definitiva, le contestazioni sulle acque sono sparite dal processo penale. Per il furto si va alla Corte Costituzionale. Sono rimaste le discariche, a mio avviso prescritte. Resta il traffico dei rifiuti, ma penso che in appello non reggerà. Insomma, metà del processo labbiamo scaricato. Il resto si vedrà. Come premessa non è male». «In questo Paese - conclude ironicamente lavvocato - chi fa una grande opera deve prepararsi a un grande processo. È per questo che ne abbiamo così poche». «Confermo stima e fiducia nei confronti dellamministratore delegato Alberto Rubegni e degli altri dirigenti del Consorzio Cavet». Lo ha dichiarato Massimo Ponzellini, presidente di Impregilo, la capofila del consorzio, costituito per il 75 appunto da Impregilo e per il resto da Cmc, Tecnimont e Crpl. «Questi sentimenti - ha aggiunto Ponzellini - sono totalmente condivisi da tutto il management di Impregilo, che esprime solidarietà ai propri colleghi coinvolti nel processo. Rimane incrollabile la fiducia nella giustizia». Mentre i pm Tei e Monferini e gli avvocati di parte civile, fra i quali Roberto Inches e Letizia Luciani, sottolineano che limpianto accusatorio «è stato sostanzialmente confermato» e «i fatti, nella loro totalità, sono stati accertati come esistenti e attribuibili agli imputati», Eriberto Rosso, uno dei legali del Cavet, giudica «privi di senso» i risarcimenti accordati a Ministero dellAmbiente, Regione Toscana e Provincia di Firenze, «anche alla luce del fatto che laccusa ha disegnato anche le pubbliche amministrazioni come inadempienti riguardo i controlli». (f. s.) Il territorio del Mugello è stato duramente sacrificato a una grande opera di ingegneria realizzata con scarsissima attenzione per lambiente. E la conclusione del processo sulla costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità (Tav) fra Emilia Romagna e Toscana: 79 chilometri di cui 73 in galleria. Cominciato oltre quattro anni fa, il 26 novembre 2004, il processo si è chiuso ieri, dopo 100 udienze, con la condanna di 27 persone per reati ambientali, a pene comprese fra 5 anni di reclusione e 3 mesi di arresto. Tredici dei 27 condannati sono dirigenti, ingegneri e tecnici del Consorzio Cavet, il general contractor dellopera, il cui capofila è Impregilo. Il giudice Alessandro Nencini ha condannato a 5 anni lamministratore delegato di Cavet Alberto Rubegni, gli ex direttori generali Carlo Silva e Giovanni Guagnozzi, i direttori di tronco Franco Zambon e Franco Castellani, accusati di aver disseminato il territorio del Mugello, e non solo, di discariche di materiali di scavo delle gallerie e di fanghi contaminati da idrocarburi e da cemento, e di aver organizzato un traffico illecito di rifiuti. Il Cavet, responsabile civile, dovrà risarcire, insieme con tutti i condannati, le parti civili. A titolo di anticipo dovrà versare 50 milioni di euro al Ministero dellAmbiente, 50 milioni alla Regione Toscana, 50 alla Provincia di Firenze, più somme minori ad altri enti pubblici. Le accuse formulate dai pm Giulio Monferini e Gianni Tei, che hanno coordinato le indagini dei tecnici dellArpat, della polizia municipale e dei carabinieri, erano numerosissime e occupavano oltre 200 pagine. Molti dei reati, però, si sono prescritti durante il processo. LItalia è, a quanto pare, lunico paese nel quale i termini di prescrizione continuano a decorrere anche dopo lavvio dei processi. Fra le accuse prescritte anche quella di truffa ai danni della Regione. Sul reato ritenuto più grave dalla procura, quello di furto aggravato di acque pubbliche, il giudice Nencini ha disposto uno stralcio dal procedimento principale e la trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale. Secondo le accuse, Cavet ha utilizzato senza autorizzazioni non meno di 5 milioni di acque pubbliche per gli impianti di betonaggio, il lavaggio di mezzi meccanici e altre attività di cantiere. La legge Galli del 99 ha depenalizzato lillecito impossessamento di acque pubbliche per usi industriali. Ne deriva che chi ruba una mela rischia una condanna penale, chi preleva illecitamente un bene prezioso come lacqua per usarla in un cantiere rischia una sanzione amministrativa (così come, prima dellintervento della Corte Costituzionale, chi falsificava le firme sulle liste elettorali rischiava meno di chi apponeva una firma falsa su un documento privato). Secondo il giudice Nencini, la norma che depenalizza il furto di acque per usi industriali è viziata da irragionevolezza e grave contraddizione e confligge con il diritto fondamentale a mantenere integro il patrimonio ambientale. Di qui la decisione di rimettere la questione alla Corte Costituzionale. Linchiesta sui danni causati dai cantieri Tav era divisa in due filoni principali: quello della contaminazione dei terreni e delle acque per effetto dello smaltimento delle terre e dei fanghi delle lavorazioni in galleria, e quello del drammatico prosciugamento delle sorgenti e dei fiumi del Mugello, una delle regioni più ricche di acqua dItalia. Secondo le accuse, a causa dei lavori in galleria e della intercettazione «selvaggia» delle acque di falda, si sono seccati 57 km di fiumi, la portata di altri 24 km di corsi dacqua si è drasticamente ridotta, sono state prosciugate 37 sorgenti e 5 acquedotti. Un disastro ambientale per il quale la procura contestava il danneggiamento aggravato, un reato volontario. Il giudice ha ritenuto invece che questi gravissimi danni siano stati causati da negligenza o imperizia, cioè siano colposi, e il codice penale non prevede il reato di danneggiamento colposo. Da questa accusa, perciò, tutti gli imputati sono stati assolti. Tuttavia le famiglie e le aziende danneggiate potranno chiedere i danni in sede civile. I danni complessivi al territorio del Mugello sono stati valutati in almeno 741 milioni di euro. Dopo il giudice penale, si appresta a muoversi anche la procura della Corte dei Conti, che potrebbe chiedere i danni anche a chi, negli enti pubblici, avrebbe dovuto vigilare e non lo ha fatto a sufficienza.
la Repubblica
4 Marzo 2009
TOSCANA - Danni in Mugello, Cavet condannato 5 anni ai vertici, maxi risarcimento
FR
Franca Selvatici
la Repubblica
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
la Repubblica · 24 Apr 2003
Madonna del Parto, decide il giudice
la Repubblica · 26 Mar 2004
Torre di Pisa: una cancellata anti-attentati
la Repubblica · 7 Nov 2004
Badia fiorentina, l'appello al ministro e il cantiere infinito
la Repubblica · 19 Ago 2005
I misteri dell' isolotto di Cerboli. Nonostante i vincoli, in vendita per uso residenziale
la Repubblica · 1 Feb 2006
"Scalò il Biancone, pena troppo lieve" il gip boccia il patteggiamento
la Repubblica · 7 Mar 2007
Firenze Fiera, linchiesta cerca tutti i responsabili
la Repubblica · 17 Mar 2007
Firenze. Bufera Fortezza, altri 6 avvisi
la Repubblica · 18 Mar 2007
Ospiterà i Pitti in caso di bisogno. Palazzo degli Affari in soccorso della Fortezza
la Repubblica · 23 Mar 2007
Il capo dei pm interviene sul caso Firenze Fiera: "Escludo che la procura sia in guerra"
la Repubblica · 30 Mar 2007
FIRENZE -" Il Piano urbanistico di Campi comprato all80 dai mafiosi"
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
Corriere della Sera · 6 Mar 2007
La grande città etrusca dimenticata
la Repubblica · 7 Mar 2007
Firenze Fiera, linchiesta cerca tutti i responsabili
la Repubblica · 7 Mar 2007
Torre del Lago Rutelli chiede unistruttoria
la Repubblica · 8 Mar 2007
TOSCANA Addio al massimo ribasso la legge sugli appalti più vicina
la Repubblica · 9 Mar 2007
BAGNOLIFUTURA. Bagnoli inquinata al 90 per cento . LArpac al ministro: "Veleni nella sabbia, bonifica inutile"
Panorama · 9 Mar 2007
Là dove c'era l'erba ora c'è un paese
la Repubblica · 11 Mar 2007
FIESOLE - Convegno sul territorio le istituzioni danno forfait
la Repubblica · 11 Mar 2007
Firenze I- l futuro del turismo? In miniera. Un progetto di rete per i quattro parchi maremmani
Corriere della Sera · 11 Mar 2007
Fiesole, battaglia per salvare il colle. Appello di intellettuali e ambientalisti Abusi e danni per rifare la piazza
La Nazione · 11 Mar 2007
Tutti (o quasi) si oppongono. Ma Leonardo vola a Tokio
la Repubblica · 13 Mar 2007
TOSCANA. PAESAGGIO Martini critica Asor Rosa "Puntate solo allo scontro"
la Repubblica · 14 Mar 2007
Colmata, Nerli contro Pecoraro. Braccio di ferro sul trasferimento dei detriti a Piombino
La Stampa · 14 Mar 2007
Crespi (FAI): "Basta scempi, mando le ruspe"
La Stampa · 14 Mar 2007
LA PRESIDENTESSA GIULIA CRESPI RICEVUTA DA NAPOLITANO "Basta scempi, mando le ruspe"
Il Tirreno · 14 Mar 2007
II paesaggio non è del Comune. L'urbanista Edoardo Salzano: nel Piano regionale solo belle parole
Il Tirreno · 14 Mar 2007
Italia Nostra replica a Martini. Sei di sinistra? Allora combatti scempi e abusi
la Repubblica · 17 Mar 2007
Firenze. Bufera Fortezza, altri 6 avvisi
la Repubblica · 17 Mar 2007
Firenze. Asor Rosa invita i comitati al Giardino dei Ciliegi
Il Tirreno · 15 Mar 2007
Ambiente. Parla Asor Rosa. Ma Martini è sempre il primo interlocutore
il Sole 24 Ore · 17 Mar 2007
L'assalto della speculazione: Rutelli lancia l'allarme paesaggio