Anna Maria Testa, pubblicitaria: "Pensate a quanto pagherebbe Dallas per poterlo avere e esporlo" Da milanese mi sono trovata a invidiarvi. Da voi si respira una voglia di arte condivisa e non banalizzata Non ci rendiamo conto che questo turismo è una delle grandi prospettive di rilancio del Paese «Leonardo da Vinci è lunico personaggio del cui genio tutti gli italiani sono al corrente. Ed è anche litaliano più noto nel mondo, lunico che può stargli vicino è Dante. Ciò detto, non si tratta di un brand da spendere sul mercato, stiamo parlando di un genio universale, non confondiamo i piani». Annamaria Testa, pubblicitaria milanese («niente a che fare con Armando Testa, ci tengo a ribadirlo, non siamo nemmeno lontani parenti»), alle spalle numerose campagne da Fiat a Ferrari, a Illy, a quella dell81 per Ferrarelle che ha per protagonista proprio la Gioconda, accetta di spiegarci quanto "vale" secondo lei in termini di turismo culturale lAutoritratto del vinciano. Annamaria Testa, a quale criterio affidarsi per "valutare" limpatto di quellopera? «In termini quantitativi, bisognerebbe pensare a quanto pagherebbe una città straniera, penso a Dallas o a Cincinnati, per fare due esempi, per averla ed esporla. Il fatto è che andiamo allestero per vedere magari cose che valgono assai meno e poi teniamo Leonardo nel cassetto». Perché secondo lei? «Perché siamo sciocchi, ignorantelli e poco inclini allorgoglio nazionale. Non ci rendiamo conto che il turismo culturale è una delle grandi prospettive di rilancio del Paese, così ci facciamo soffiare da altri il primato. Dico questo, anche se Torino è molto cambiata, ha rivelato capacità sorprendenti. Da milanese mi sono trovata a invidiare realtà come il Circolo dei Lettori, dove ho partecipato di recente a un dibattito. Unassoluta meraviglia, si respira un senso democratico, una voglia di cultura condivisa e non banalizzata. Oppure penso a quanto è stato fatto intorno alla Mole, con il Museo del Cinema, o alle Luci dartista. Proprio per questo mi stupisco che ci si dimentichi di Leonardo e del suo autoritratto». Si tratta di unopera che potrebbe fare la differenza? «Guardi, è la visione dinsieme di una città che fa la differenza, e in quella visione certo ci sta anche Leonardo, che di sicuro non ha senso tenere nascosto. Si potrebbe inventare qualcosa intorno non solo a una singola opera, ma alla figura dellartista nellinsieme, magari ricostruzioni tridimensionali sul web o qualcosa del genere. In questo sono bravissimi gli americani, costruiscono eventi anche digitali intorno a quello che fanno o espongono e in genere ci riescono benissimo».
TORINO - Torino ha una splendida immagine mi stupisco che trascuri quel disegno
Annamaria Testa, pubblicitaria milanese, esprime la sua opinione sul valore del turismo culturale e sull'importanza di esporre opere d'arte come l'Autoritratto di Leonardo da Vinci. Secondo lei, il turismo culturale è una delle grandi prospettive di rilancio del Paese e che potrebbe fare la differenza. Testa suggerisce di non confondere il piano di marketing con il genio universale di Leonardo da Vinci e di non limitarsi a esporre una singola opera, ma di creare una visione dinsieme della città e della figura dell'artista. Ciò potrebbe includere ricostruzioni tridimensionali sul web o altri eventi culturali.
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