IL "CODICE SUL VOLO DEGLI UCCELLI" - quello tra le cui righe Piero Angela ha individuato il volto supposto di Leonardo da giovane - è laltro fiore allocchiello, dopo lAutoritratto, della Biblioteca Reale. Arrivò nel 1893 nelle collezioni sabaude e fu offerto a Umberto I dal collezionista russo Teodoro Sabachnicov. In quei fogli lartista Leonardo annota appunti tra gli schizzi a penna e i disegni a sanguigna ed elabora le sue osservazioni sul movimento degli uccelli, per poi passare al disegno di macchine volanti. Nello stesso anno Sabachnicov dedicò alla regina Margherita la pubblicazione realizzata con la trascrizione del testo e una copia facsimile dellintero manoscritto, nel 1920 infine il collezionista di Ginevra Henri Fatio completò il codice con alcune carte che erano state asportate da vandali. Il Codice sul volo - in tutto 18 fogli e misura 21 x 15 centimetri - aveva già vissuto in realtà vicende rocambolesche. Nel 1796 Napoleone Bonaparte lo aveva infatti sottratto a Milano dagli armadi alla Biblioteca Ambrosiana per trascinarlo, come una delle tante prede di guerra, a Parigi. Finì poi, dopo altre tappe, nelle mani del generoso russo.