In una serata della scorsa settimana, durante la rievocazione del lungo percorso (circa dieci anni) dalla nascita del Comitato monopolitano per la salvaguardia della lama Belvedere, ho avuto limpressione che non sia stato ben afferrato il motivo per cui lallora civica amministrazione, a seguito delle continue sollecitazioni delle migliaia di aderenti allo stesso comitato, accettava di cancellare dal Prg la prevista realizzazione di un pericoloso e inutile viadotto che lavrebbe devastata. Nella stessa serata abbiamo assistito alla proiezione di un eccellente filmato sullesplorazione del tratto interrato del torrente Ferraricchio, che fluisce nellalveo della lama e attraversa lintero abitato per poi riversarsi in mare, e credo che tutti i presenti abbiano immaginato quali seri inconvenienti igienico-sanitari, smottamenti viari, inquinamento della battigia eccetera potrebbero verificarsi dopo uneventuale pioggia torrenziale come quella avvenuta alla fine dellOttocento che fece letteralmente allagare la città. Cinquemila firme di cittadini convinsero il Consiglio comunale dellepoca a modificare allunanimità il piano regolatore generale e ora, finalmente, quellazione di tutela della lama ne consentirà fruizione, pulizia e manutenzione con grande beneficio della nostra vivibilità presente e futura. Questo fu il motivo che spinse tanta gente di ogni estrazione sociale a muoversi per far modificare uno strumento urbanistico che, se fosse rimasto tal quale, avrebbe comportato non solo la distruzione di quel polmone verde, ma anche il blocco viario di un punto nevralgico della città. Senza contare che il famoso complesso edilizio pubblico denominato "Le Fogge", ivi esistente e costituente un insieme di cisterne seminterrate comunicanti fra loro della capacità complessiva di circa 50.000 metri cubi, che capta con un ingegnoso sistema di canali le acque piovane fluenti dai vicinissimi torrenti "Belvedere" e "Sette Monti", sarebbe andato distrutto. Ho voluto ricordare e precisare le motivazioni di allora per insistere sul fatto che oggi, con lapprovazione definitiva del nuovo Pug cosi come disegnato, si starebbe per consumare unidentica offesa al nostro bellissimo paesaggio: laccerchiamento di un altro complesso pubblico denominato "Cervina" (costituente pur sempre un altro polmone verde per Monopoli) che sta per essere stritolato con il previsto avanzamento dellarea industriale nella sua incredibile corsa verso il centro abitato. Allora nacque il comitato per la protezione della lama Belvedere contro la minaccia di un Prg che aveva disegnato al suo interno un enorme viadotto a quattro corsie. Oggi, mi chiedo: è proprio necessario ricorrere ancora alla costituzione di un comitato, per far capire ai nuovi pianificatori che gli opifici industriali, se proprio si vogliono costruire per forza, si debbono localizzare il più lontano possibile dalla città?