«La colmata non si tocca, area verde sovradimensionata, porto canale inutile» Lettieri: esagerate 900 stanze, ne bastano la metà «In privato tutti ti dicono che il progetto Bagnoli va cambiato. Ma poi in pubblico solo pochi lo confermano. Fatto sta che, secondo noi, ci sono almeno cinque punti da modificare. Il Comune ci ascolti e riapra la discussione sulla riconversione ambientale più importante d'Europa». Gianni Lettieri, da poco confermato per il terzo mandato alla guida di Confindustria Napoli, non gira attorno al problema. «La colmata? Non ci sono i soldi per toccarla ed è meglio così. Mettiemola in sicurezza, con i fondi a disposizione, e chiadiamo ai migliori architetti del mondo un'idea-progetto per utilizzare quell'immenso spazio al meglio. Di certo non ci pare che la Piazza del Forum sia granché...». E ancora: «Il porto canale non va bene, ha ragione la soprintendenza. Meglio uno scalo a ridosso di Nisida. L'area a verde di 120 ettari è esagerata, va dimezzata e completata con un campo da golf. Quanto agli alberghi, cinque sono troppi: 900 stanze sono inutili, giriamo cubature sull'edilizia abitativa». L'intervista Il leader di Confindustria: «Porto canale inutile, troppe le stanze d'albergo. Servono più case» Lettieri: la colmata non si tocca «I 120 ettari di area verde? Vanno dimezzati. Ci vuole un green» NAPOLI La conclusione suona più o meno così: per Bagnoli è (quasi) tutto da rifare. A lanciare l'allarme, che equivale per sua stessa precisione a un invito alla riapertura della discussione innanzitutto da parte dell'amministrazione comunale, è Gianni Lettieri. Il presidente degli imprenditori di Napoli, da poco confermato dalla giunta associativa per un terzo mandato (e per Confindustria si tratta di un'evenienza assai rara), ritiene infatti che ci siano almeno cinque aspetti che pesano come macigni, però su cui necessita riaprire il confronto: colmata, porto canale, area a verde, alberghi ed edilizia abitativa. «Potrebbero essere gli stessi vertici della Bagnolifutura spiega il timoniere dell'Unione di Palazzo Partanna a sollecitare un nuovo momento di dialogo sulla più grande riconversione ambientale d'Europa. Del resto sia Rocco Papa che Mario Hubler, presidente e direttore generale della società di trasformazione urbana controllata dal Comune, stanno lavorando bene». E ancora: «Questa potrebbe essere l'ultima occasione per trasformare finalmente Bagnoli in una grande chance per la città». Presidente, lei è il leader degli industriali. Una voce importante della città ma, con tutto il rispetto, non l'unica... «Guardi io ritengo che Bagnoli sia un progetto troppo importante per essere portato ancora avanti senza fare considerazioni definitivamente chiare. Penso che servirebbe una discussione che riesca una volta per tutte a superare la logica perversa dei veti incrociati e sia in grado di scacciare la paura (comune a molti) di prendere posizioni nette. Con chiunque parli, infatti, ti dice che il programma andrebbe rivisto, ma poi in pubblico solo pochi lo confermano». Lei che pensa della colmata. Deve essere rimossa? «Ormai si è capito che eliminarla è cosa impossibile, visto soprattutto l'elevato costo: 175 milioni di euro. Approfittiamo, dunque, di una situazione apparentemente negativa per dare una scossa alla situazione: invitiamo i migliori architetti del mondo a realizzare un progetto per utilizzare quell'immenso spazio. Un attrattore pensato per un'area sul mare bella come poche al mondo». E la Piazza a mare per il Forum? «Non mi sconfinfera più di tanto ». Non pensa che la colmata debba essere comunque messa in sicurezza? «Ci sono 43 milioni disponibili, utilizziamoli per questo. Subito. Bisogna rendere balneabile lo specchio d'acqua antistante la colmata (e non solo)». Dalla colmata al porto canale il passo non è troppo lungo... «Se c'è una cosa veramente positiva in questa storia è che non si farà il porto canale, un'indea sbagliata. Anzi sbagliatissima». Quindi lei sul tema è d'accordo con la soprintendenza? «Certo che sì». Niente porto dunque? «Lo scalo turistico andrebbe realizzato nella zona che naturalmente è meglio attrezzata per ospitarlo: a ridosso di Nisida, dove peraltro c'era il porto romano. E sarebbe anche un'iniziativa meno onerosa. Sul tema, sono convinto, troveremo un'unità d'intenti ampia: dagli urbanisti alla soprintendeza stessa ». Allora: la colmata deve restare e il porto canale non s'ha da fare... Finita qui? «Credo che 120 ettari a verde siano davvero troppi. Sono proprio necessari? E per fare cosa? E chi li curerà? Penso che 50-60 ettari vanno bene, anche per fare il roseto più grande d'Europa. Il resto dello spazio va messo a reddito». E lei cosa ci farebbe sui 60 ettari «sottratti» all'area verde? «Un capo da golf. Struttura ecologicamente compatibile, ma pure economicamente remunerativa. Anche perché, abbinata al green di Pinetamare, rappresenterebbe un formidabile attrattore per i moltissimi appassionati di tutto il mondo e aiuterebbe lo sviluppo degli alberghi». Già, gli alberghi. Vanno bene così come sono? «No. Novecento stanze, tante ne sono previste, mi sembrano troppe, tanto più che parliamo di strutture a quattro e cinque stelle. Basterebbero due complessi (al posto degli attuali 5) per un massimo 450 stanze, posti naturalmente in posizione fronte mare e non come oggi in verticale verso l'interno». E il resto delle cubature? «Le giriamo sul capitolo edilizia abitativa. In città c'è fame di alloggi e non mi pare un'indicazione da poco ». Quindi secondo lei colmata, porto canale, area a verde, alberghi ed edilizia abitativa sono cinque elementi del progetto da rivedere. Come? «Mi rivolgo ovviamente all'amministrazione comunale. La giunta, se ritiene che queste non siano utopie, ne discuta. Noi siamo pronti a dare tutta la collaborazione possibile. Poi, si porti il tutto in Consiglio. Velocemente».