Dopo quello blu, ecco il Palazzo verde I lavori partiti a luglio stanno per essere portati a termine. Un intervento impegnativo che è stato monitorato dalla Sovrintendenza Sarà il palazzo verde del lungarno. A pochi mesi dall'inaugurazione di Palazzo Blu, un altro edificio storico di Lungarno Gambacorti, Palazzo Landucci, ritrova il suo splendore grazie ad un sapiente restauro che lo riporterà al suo colore originario verde "chartreuse". Destinato a movimentare il contesto cromatico dei lungarni cittadini, il palazzo è stato restaurato rispettandone i valori storici ed architettonici che ne hanno caratterizzato l'immagine ai suoi tempi: grande influenza, sulle sue tonalità cromatiche deve averla senz'altro avuta la vicina Certosa di Calci. L'intervento, iniziato a luglio, sta per essere portato a termine dopo un costante monitoraggio da parte della Soprintendenza di Pisa, effettuato dall'architetto Marta Ciafaloni, sia in fase progettuale che in corso d'opera. L'architetto Giovanni Giusti, con la consulenza dello studio Baroni e Partners, ha diretto i lavori, eseguiti dall'impresa Pef di San Giuliano Terme. I restauri ed il ripristino degli effetti decorativi sono stati affidati alla ditta Lascialfari De Blasio. L'intervento di restauro è stato particolarmente impegnativo, considerando le complesse stratificazioni architettoniche che presentava la facciata del palazzo. Proprio dalla lettura di tali stratificazioni, perfezionate dalla ricerca storica dei caratteri distintivi dell'edificio, si è partiti per identificare gli interventi più appropriati. Le operazioni principali, condotte con metodologia scientifica, hanno riguardato il restauro e il consolidamento delle componenti lapidee, il consolidamento e il parziale ripristino degli intonaci, il restauro dei serramenti lignei, la bonifica dei tracciati impiantistici in facciata. Situato al n. 39 di Lungarno Gambacorti, il palazzo verde risale quasi certamente all'epoca medievale e sembra essere il prodotto dell'accorpamento successivo di più case-torri. Di proprietà della famiglia Landucci fino alla metà del XIX secolo, il palazzo passò alla famiglia Bargilli ed in seguito alla famiglia Tabet. Attualmente è suddiviso in sei appartamenti, di proprietà di altrettante famiglie. «Palazzo Landucci sarà consegnato alla città intorno alla metà di aprile - ha anticipato l'architetto Giusti -. Con un autunno meno inclemente i lavori sarebbero andati avanti in maniera più spedita. È in programma anche la ristrutturazione dell'androne, mentre attendiamo l'autorizzazione per il restauro nella via laterale. Nessun lavoro è previsto per gli appartamenti, già ristrutturati».