È l'ultimo atto di una guerra tra cultura e politica, nel quale a rimetterci è solo il bene comune. Quando ieri mattina Lucrezia de Domizio Durini è entrata nell'ex sede del comune di Bolognano (in provincia di Pescara) si è subito sentita male: si è accasciata a terra ma, ancor prima di chiamare i medici, ha telefonato ai carabinieri. La preziosissima biblioteca che aveva donato al comune nel 2002 per desiderio del marito Buby Durini era stata completamente devastata: raccoglieva rari volumi del Cinquecento, pergamene, documenti medievali, fino a rare edizioni del Sette, Otto e primi Novecento, fra cui testi autografi di Benedetto Croce. La baronessa Durini si è trovata di fronte a uno spettacolo davvero doloroso per chi, come lei, ha fatto della cultura e del mecenatismo un credo: ovunque libri semidistrutti, abbandonati nella polvere, mangiati dai topi. Scaffali vuoti e rovinati, scatoloni in cui erano mischiati insieme carte, libri, spazzatura. Molti volumi avevano le pagine strappate, le pregiate copertine in pelle rovinate. E altri libri, i più preziosi, scomparsi. Com'è potuto accadere che un bene comune così ricco di memoria e per di più in un piccolo borgo nel cuore del parco della Maiella, dove tutti sanno tutto di tutti, possa subire una tale distruzione? Lo accerteranno ovviamente i magistrati, visto che la Durini ha sporto denuncia ai carabinieri e oggi alla procura della Repubblica. Anche se per la Durini non ci sono dubbi. Le sue accuse come ha fatto mettere a verbale davanti ai carabinieri sono rivolte direttamente contro Silvina Sarra, sindaco di una lista civica di centrosinistra: «Per aver lasciato in totale abbandono la biblioteca della famiglia del Barone Durini, contenente libri preziosissimi e storici che vanno dal 1500 al 1900». «È un fatto gravissimo», si sfoga con voce soffocata. «È l'esempio dell'incapacità di certe istituzioni di salvaguardare un bene prezioso che è patrimonio di tutti. Mio marito aveva espresso la volontà di donare questa biblioteca per dare l'opportunità a tutti di consultare i preziosi volumi raccolti in famiglia da generazioni. E avevo già pensato di donare anche tutta la mia biblioteca, con migliaia di volumi sull'arte contemporanea. Non mi sarei aspettata di trovare questo disastro. Un atto di violenza non solo verso la memoria della famiglia o il paese di Bolognano, ma verso quello che i libri esprimono, la storia dell'umanità ». Questo fatto appare come l'ultimo capitolo di una difficile relazione tra il sindaco, che non ha commentato, e Lucrezia Durini, importante critica d'arte. Grazie al suo impegno e alle sue relazioni, il piccolo paese abruzzese è diventato un centro internazionale di cultura, ma con rapporti sempre più conflittuali con l'amministrazione locale. «Mi ostacola nella mia professione di operatrice culturale scrive nella denuncia . E, per quanto mi riguarda, chiedo le dimissioni come sindaco di un personaggio che ritengo non sia all'altezza di distinguere i beni comuni dell'umanità dalle sue personali problematiche politiche».