L'antico materiale riporterà il chiostro al suo aspetto duecentesco Massi di travertino rinvenuti in una vecchia cava accanto a Massa Marittima... e l'antico chiostro cittadino, potrà tornare al suo aspetto duecentesco. E' la particolare storia dei portici di Sant'Agostino, demoliti per metà negli anni '40- '50 e ora in via di ricostruzione. La struttura che si trova nella parte alta del centro storico è uno dei gioielli della cittadina metallifera, costruiti all'inizio del XXIII secolo; dopo i lavori su due lati del chiostro appartenenti alla parrocchia, la parte mancante di proprietà del Comune, era però rimasta scoperta. La sua ricostruzione è così stata inserita in un ampio progetto che riguarda l'intero complesso di San Pietro all'Orto. Una svolta positiva, per quanto riguarda i chiostri è stata il fortuito ritrovamento di travertino locale in una cava che in passato lo produceva, sul terreno dell'azienda agricola "il Cicalino". Dopo un censimento delle parti originali del chiostro ancora esistenti e su indicazione della Soprintendenza, il materiale scelto per le colonne mancanti è stato proprio la pietra locale più legata alla storia medievale massetana. La famiglia Vecchioni, proprietaria dell'azienda, ha messo a disposizione il terreno per il reperimento del materiale. Questa settimana inizierà la ricostruzione. L'intervento fa parte di un progetto che riguarda l'intero complesso di San Pietro all'Orto che al momento ospita il maggiore polo museale di Massa Marittima, costituito dalla Collezione Martini, dal Museo degli Organi Meccanici e dal Museo di Arte Sacra. Ecco lo stato di attuazione del piano di sistemazione complessivo illustrato dall'architetto responsabile Domenico Turla. Si tratta di un progetto che ammonta a circa 700.000 euro, finanziati dalla Regione per 400.000 euro e dal Comune per la parte di spesa mancante. Il progetto prevedeva alcuni lavori già effettuati o in via di completamento: il restauro delle facciate interne dell'ex convento di San Pietro all'Orto, il completamento della biglietteria e dell'ingresso al polo, su Piazza XXIV Maggio (realizzato grazie alla demolizione della vecchia cabina Enel e la costruzione di una nuova seminterrata), il restauro e l'illuminazione della scalinata e dei giardini che danno su via Fratti che diverranno un secondo ingresso al complesso. Ricostruiti anche i marciapiedi circostanti, mentre ora deve essere completato l'intervento sui chiostri che prevede anche il rifacimento in legno della parte di tettoia mancante. Un progetto di grande peso quindi che restituirà un'immagine della chiesa il più somigliante possibile a quella che ebbe nel 1197, quando fu eretta e gli conferirà però anche una maggiore e più semplice fruibilità da parte del pubblico. La parte della struttura comunale che ospitò dalla seconda metà dell'800, la scuola elementare ed un asilo, tornerà così tra poco a rievocare i suoi fasti trecenteschi. Elena Canestri