Il candidato: il centro non è un museo. Lassessore: Sirio e Rita funzionano egregiamente Lì la corsia prefenziale è sempre esistita. I controlli elettronici hanno centrato lobiettivo di diminuire laccesso illegale nel centro, tenendo fuori 5 milioni e 700mila auto allanno Non ha senso chiudere venti metri di strada, come in via Farini, e costringere le auto a fare due chilometri. Se qualcosa non funziona è buon senso correggerlo Ufficialmente stanno dalla stessa parte, quella del centrosinistra. Eppure lassessore alla mobilità Maurizio Zamboni, ex Prc, e il candidato sindaco del Pd Flavio Delbono, giocano partite diverse. Non si fanno la guerra. Ma prendono le distanze, si beccano, polemizzano. Su tutti i capitoli della mobilità: dal metrò, ai parcheggi, alle telecamere. Il candidato si differenzia da Cofferati lavorando di fioretto, e lassessore difende la giunta col macete. Lultima puntata ieri, quando Delbono ha sommessamente proposto di «fare un bilancio dei pro e dei contro di Sirio e Rita, perché la città non è un museo». E Zamboni ha subito puntualizzato: «Sirio e Rita funzionano egregiamente. E Bologna non è certo un deserto». Una convivenza complicata, quella tra il comunista esule di Prc per amor di Cofferati (e che alle primarie del Pd sosteneva da esterno lex Ds Virginio Merola) e lex margherita designato dai democratici alla successione del Cinese. Non volano, tra loro, parole grosse. Ma il botta e risposta è assicurato. Ogni volta che lex vicepresidente della Regione alza la mano sulla viabilità, arriva la replica, a volte tagliente, dellassessore. Ieri mattina Delbono ha fatto tappa da Tamburini, dove ha incontrato i commercianti del Quadrilatero. Pochi giorni fa il candidato Pd aveva dichiarato di voler allargare la Ztl, una volta che saranno realizzati nuovi posti auto ai varchi. Ma ieri Delbono ha teso la mano agli esercenti: «Sirio e Rita? Credo si possa fare pacatamente un bilancio di come hanno funzionato in questi anni». Si potrebbero ridurre gli orari di chiusura del centro? «Le leve sono orari e strade coinvolte. Ma prima, ripeto, bisogna vedere come hanno funzionato Sirio e Rita finora». E poi, pensando alla preferenziale di via Farini, aggiunge: «Non ha senso chiudere venti metri e costringere le auto a fare due chilometri. Se qualcosa non funziona è buon senso correggerlo». Passano poche ore e Zamboni, già stressato dal pressing dei comitati anti-Civis, replica gelido: «Non voglio fare polemiche, ma Sirio e Rita hanno funzionato egregiamente. Hanno centrato lobiettivo di diminuire laccesso illegale nel centro storico, tenendo fuori 5 milioni e 700mila auto allanno. E questo senza danneggiare il commercio. Anzi. Gli esercizi commerciali sono cresciuti, in questi anni, in tutte le zone della Ztl». Quanto a via Farini poi, «lì la preferenziale è sempre esistita, un motivo ci sarà». Altro che «deserto o museo» insomma: «Sarò sfortunato io» scherza, «ma tutte le volte che vengo in centro trovo un pollaio di gente». Un analogo botta e risposta si era già svolto cinque giorni fa. Stessa dinamica. Delbono lancia lidea di realizzare quattro nuovi parcheggi interrati a Porta Saragozza, alla ex caserma Staveco, a piazza dei Martiri e al Baraccano. Immediata la replica di Zamboni: «Non capisco dove stia la novità. A parte quello di Saragozza, gli altri sono già previsti nel piano generale del traffico. I progetti sono in corso, non è che aspettiamo Pinco Pallo. «. Più che un problema di convivenza, è un problema di approccio alla viabilità. Da molti definito «talebano» quello di Zamboni. Moderato, persino troppo, quello di Delbono. Ne fa le spese anche il Civis. «Una bellissima eredità di Guazzaloca», ironizza il candidato Pd, che nega di voler tornare indietro, ma prudentemente attende le indicazioni della Soprintendenza sul percorso. «Modificare il tracciato si può, ma ogni modifica va pagata» avverte lassessore. Per non parlare del metrò. Le scintille cominciarono già nel 2008. Una settimana fa Zamboni ha annunciato con rammarico che il tempo per il bando è scaduto. Ieri Delbono ha risposto con un sospiro di sollievo: «Bene ha fatto la giunta a non impegnare la prossima amministrazione con questopera. Almeno finché non sarà chiaro che non graverà sulle tasche dei bolognesi».