Il caso Lassessore: "E se le prove daranno esiti positivi attiveremo il servizio in parte già realizzato a San Lazzaro" La "guerra" a distanza tra i comitati contrari al Civis e lassessore Maurizio Zamboni fa segnare lennesima battaglia. Al grido «no ai cordoloni in via Marconi» una ventina di manifestanti, accompagnati da alcuni esponenti del Pdl e della Lega Nord scendono in strada (come promesso), bloccano il traffico e i lavori per pochi minuti ma il cantiere parte senza problemi. I contestatori attaccano Zamboni, lo paragonano a «Nerone che ha incendiato la città» e gli rimproverano di non aver informato i cittadini sulla ripresa dei lavori. Lassessore, nel primo pomeriggio, da Palazzo dAccursio replica alle accuse. «Il problema non sono tanto i cantieri, ma il fatto che la parola Civis è ormai come un drappo rosso sventolato davanti a un toro». Zamboni, quindi, conferma la linea mantenuta in questi anni sul Civis, dice che i prossimi cantieri partiranno al Savena, su via Emila Levante e poi, a sorpresa, annuncia: «Appena possibile, se le prove tecniche daranno esiti positivi, cercheremo di attivare il servizio in parte già realizzato a San Lazzaro. Ma è una decisione tecnica, non politica». La mattina, mentre gli operai iniziano a lavorare in via Marconi, i più arrabbiati sono gli attivisti dellassociazione "Altrainformazione". «Abbiamo chiesto di non partire con i lavori - ha spiegato Delisa Merli - ma Zamboni crede che noi siamo sudditi, non cittadini». In particolare, quello che non hanno mandato giù è la presenza, al presidio, della polizia. Ad assistere alla protesta cera anche Sergio Palmieri, presidente del quartiere Porto. «Sarebbe stato opportuno un approccio diverso in termini di informazione. Va bene il volantino distribuito in via Marconi - dice Palmieri - ma per unopera su cui i cittadini sono diventati molto sensibili era necessario convocare unassemblea pubblica». Anche su questo punto Zamboni si fa sentire. «Io non ho nessun problema a partecipare a unassemblea, ma non vedo perché si debbano rinviare i lavori. Lassemblea pubblica viene richiesta non per avere informazioni sui cantieri, ma per rimettere in discussione lopera». Dopo le banchine in via Marconi, spiega inoltre lassessore, verranno realizzate già a partire dai prossimi giorni le tre sottostazioni elettriche che serviranno a tutto il sistema filoviario di Bologna (e non solo per il Civis). Nessun passo indietro neanche sul percorso. «Il parere della Soprintendenza riguarda il "come" si passa e non il "se" si passa nel centro storico - ribadisce Zamboni - Del resto ogni variazione del progetto va pagata. In tempi nei quali cè fregola di rivolgersi alla magistratura per ogni cosa, credo sia pericoloso cambiare i progetti senza motivazione e utilizzare, per farlo, soldi pubblici». Con la Soprintendenza, comunque, «stiamo dialogando». Ieri intanto, il Tar ha accettato il ricorso del parlamentare Enzo Raisi che si era visto negare da Atc gli atti sul Civis. «A metà marzo conto di avere da le carte. Solo allora - dice - potremo valutare se conviene pagare una penale oppure andare avanti con i lavori».