Dopo il rallentamento dovuto al crollo del muro borbonico situato sul lato posteriore dell'edificio e dopo la richiesta di alcuni mesi di proroga per evitare incompletezze, un nuovo intoppo, questa volta di natura economica, potrebbe causare ulteriori ritardi sulla tabella di marcia dei lavori di restauro del casino reale. Un contenzioso che si è aperto nei mesi scorsi tra il comune di Castellammare e la ditta appaltatrice, la Sabesa-Mir, che si è occupata sin dall'inizio del restauro dell'immobile. Al centro delle polemiche il ritardo di alcuni pagamenti alla ditta: la somma, che l'azienda attende di incassare da circa sei mesi dall'Ente locale, ammonta a 200mila euro. Così adesso i bracci delle gru, che fino alla scorsa settimana oscillavano nell'aria, sono ferme e gli operai che hanno restituito dignità all'antica dimora dei Borbone hanno le braccia conserte: i lavori di restauro dunque sono sospesi fino a quando l'azienda non percepirà il pagamento. «I soldi ci sono - Massimo De Angelis, assessore alla Cultura e al turismo , prova a spiegare l'intoppo la delibera con cui abbiamo ufficializzato il pagamento è passata già da diversi mesi, ma per questioni tecniche legate agli uffici del settore ragioneria la ditta non ha ancora percepito i soldi». Comunque, lo stop dei cantieri non dovrebbe durare molto. L'azienda infatti fa sapere che lunedì il cantiere potrebbe essere di nuovo attivo. «Prevediamo che l'inaugurazione della reggia di Quisisana avvenga quest'estate», assicura De Angelis. I lavori sono costati complessivamente 17 milioni di euro (fondi Cipe) ma la consegna della reggia è slittata già due volte: nella scorsa primavera e nel dicembre 2008. Intanto la lettera firmata dal primo cittadino e inviata agli uffici della Regione, in cui si chiede di fare chiarezza sul destino della Reggia in un incontro con il goverantore Bassolino, non ha ancora avuto risposta. Così tra le idee avanzate, in cui si è ipotizzato di trasformare la Reggia in museo, scuola di restauro di alta formazione e Hotel della cultura come proposto nei giorni scorsi dall'assessore regionale ai Beni Culturali Velardi, c'è ancora molta confusione.