Trieste, 3 marzo 2009 - Il pontone Ursus, lo storico rimorchiatore Audax, la centrale idrodinamica, una sottostazione elettrica di conversione, persino un sommergibile classe Nazario Sauro in arrivo da La Spezia. E poi macchinari storici, attrezzature elettromeccaniche di sollevamento, gru, larchivio storico. Beni culturali del Porto Vecchio di Trieste, beni da restaurare per creare il polo museale, progetto messo su carta con un protocollo dintesa nel 2007 da Regione, Autorità portuale e Soprintendenza dei Beni culturali e che costerà 11 milioni e 650 mila euro. Un valore aggiunto, per il capoluogo giuliano, che assieme ad altri siti in regione (come i cantieri di Monfalcone, la centrale elettrica di Malnisio, e poi Cave del Predil e Torviscosa) va a completare quello che è un vero e proprio percorso museale di archeologia industriale. Il primo intervento riguarderà la centrale idrodinamica: quasi sei milioni di euro (di cui 5 dalla Regione) per trasformarla in museo e sede di attività scientifiche di ricerca e formazione a livello regionale. Per il restauro della sottostazione elettrica di conversione serviranno invece 2 milioni di euro (tutti della Regione), mentre per gli altri interventi saranno necessari altri 3 milioni e 700 mila euro, da incassare da Bruxelles. I finanziamenti, dunque, sono già concessi, quello che manca sono i progetti, in capo allAp. A fare da stimolo perché il cronoprogramma delliniziativa non subisca stop e ritardi è la Regione, tramite la Vi Commissione consiliare che si occupa di beni e attività culturali. "Vogliamo svolgere un ruolo di garanzia e di coordinamento, ha affermato in una conferenza stampa nella sede di piazza Oberdan il presidente della Commissione Piero Camber. Per questo intendiamo incontrarci ogni sei mesi con tutti gli enti firmatari del protocollo". Protocollo sottoscritto con lallora Giunta Illy, "ma non ha importanza, andiamo avanti e lavoreremo trasversalmente perché la cultura non ha colori politici. La creazione di questo polo museale costituirà unimportante opportunità turistica e di lavoro ma anche di formazione e didattica per i nostri giovani". E a proposito di lavoro, si pensa alla predisposizione di un piano finanziario per la riconversione dei lavoratori portuali. Con Camber erano presenti anche Sergio Lupieri per il Pd ed Edoardo Sasco dellUdc. "Questo polo museale - così Lupieri - sarà un arricchimento per Trieste e per lintero Friuli Venezia Giulia. Anche perché, oltre allaspetto culturale, verrà costruita tutta una serie di eventi di interesse mondiale, sulla scia di quanto hanno fatto Amburgo, Città del Capo e Sidney. Un traino importante per leconomia e lindotto della regione". "Abbiamo i finanziamenti già stanziati - ha annotato Sasco - è trascorso un anno e mezzo dal protocollo e siamo ancora qui con niente. Abbiamo dei gioielli tecnologici da far rivivere, è un peccato che tutto sia fermo". Progetti alla mano, non serviranno più di tre anni per completare uno dei primi e dei più completi poli museali portuali italiani. .
POLO MUSEALE PORTUALE TRIESTE PRONTO A PARTIRE
Il porto di Trieste sta lavorando per creare un polo museale di archeologia industriale. Il progetto, iniziato nel 2007, prevede la trasformazione di una centrale idrodinamica, una sottostazione elettrica di conversione e un sommergibile in museo. Il costo del progetto è di 11 milioni e 650 mila euro, finanziati dalla Regione e dallAutorità portuale. Il primo intervento sarà la centrale idrodinamica, con un budget di 5,9 milioni di euro. Il progetto è stato sottoscritto con la Giunta Illy e prevede la creazione di un piano finanziario per la riconversione dei lavoratori portuali.
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