Tesori d'arte, colpo ai Decumani- Ladri nella cappella a San Domenico Maggiore mentre dal cantiere metrò spuntano nuovi reperti. Ancora un colpo al patrimonio artistico nel cuore della città. Un furto è stato messo a segno la notte scorsa nell'Arciconfraternita del Santissimo Sacramento in vico San Domenico Maggiore, vicino alla chiesa. I ladri, dopo aver forzato il portone di ingresso, si sono introdotti nel locale ed hanno rubato arredi sacri e quadri. In particolare tre statue del Settecento, una tela del Seicento e una scrivania di inizio Ottocento. La scoperta è stata fatta poco dopo le 11,30 di ieri mattina da un sacerdote che si stava recando al convento dei domenicani e che ha telefonato al 113. Al momento non è stata ancora stato stimato il valore degli oggetti che sono stati portati via dai ladri. Dall'arte rubata a quella che invece riemerge dal passato. Dai cantieri del metrò in piazza Nicola Amore spuntano altri tesori. Ieri sono emerse le decorazioni architettoniche in marmo comprese nella stratificazione risalente al VI secolo. Si tratta, probabilmente, di resti appartenenti al «Gymnasium». Avviati anche i lavori di recupero di una delle barche di epoca romana ritrovate a piazza Municipio. È in fase di elaborazione il progetto per l'asportazione della barca dal fondale marino sul quale è inglobata in collaborazione con tecnici toscani. Saccheggio in chiesa, scempio ai Decumani I predatori di tesori artistici hanno agito di notte e hanno avuto strada facile. L'ultimo scempio, l'ultimo sfregio al patrimonio della nostra città, è stato messo a segno nella cappella dell'arciconfraternita del Santissimo Sacramento di San Domenico Maggiore. I profanatori - almeno quattro, armati di «piede di porco» e a bordo di un autocarro - hanno portato via due statue lignee del Settecento, una statua raffigurante San Gennaro degli inizi dell'Ottocento, una tela del Seicento (scuola del Caravaggio), un calice e una pisside dorata, una scrivania in legno massiccio, intagliata, pure di inizio Ottocento. Tutte opere catalogate presso la Soprintendenza ai Beni artistici. Un furto su commissione, un oltraggio alla nostra arte su cui ora lavorano gli agenti del commissariato Borsa, col vicequestore Esposito. Il cancello aperto, la porta scardinata. Un frate domenicano dell'attiguo convento di San Domenico Maggiore che dà sul cortile dove c'è l'ingresso principale della monumentale chiesa si è accorto, nella tarda mattinata di ieri, che i ladri erano entrati nella piccola cappella. Ha lanciato l'allarme. È stata chiamata la polizia . Sul posto gli agenti della Scientifica che hanno effettuato i rilievi del caso, hanno rilevato impronte e fotografato lo scempio. Poi è stato chiamato il priore (laico) della confraternita, che conta oltre duecento iscritti, per la maggior parte anziani professionisti. L'avvocato Giuseppe Cangiano si è precipitato in vico San Domenico Maggiore, ha visto le auto della polizia, ha capito che la sua cappella era stata nuovamente depredata. «Sì - ricorda l'avvocato Cangiano - è successo quattro anni fa. E l'anno scorso, invece, ignoti incendiarono il portone del Seicento in legno dal quale si accede all'atrio». I ladri hanno agito indisturbati. L'arciconfraternita non era protetta da allarmi, il cortile è da anni terra di nessuno, in tanti hanno la chiave per accedervi attraverso l'antico portone. «È diventato un parcheggio per auto. Sostano sia di giorno che di notte. Ma non si capisce a chi appartengono queste auto» dice, polemico, l'avvocato Cangiano che si è riservato di consegnare alla polizia l'inventario preciso della refurtiva, corredato anche da fotografie. «Sì, tutte le opere conservate nella nostra chiesetta erano inventariate», spiega il professionista. I predatori hanno avuto la meglio sulla serratura di un vecchio cancello, con il «piede di porco» hanno divelto il portone e nel giro di un'oretta hanno razziato le opere. «Mi chiedo come abbiano fatto ad alzare la pesantissima scrivania. Per farlo dovevano essere almeno in quattro». L'Arciconfraternita del Santissimo Sacramento di San Domenico Maggiore viene aperta ai fedeli ogni domenica mattina per la messa delle ore 11. Sul furto, come detto, lavorano gli agenti del commissariato Borsa. Si indaga nel mondo dei ricettatori e dei mercanti d'arte. Anche se i ladri che hanno agito ieri non erano interessati soltanto agli oggetti custoditi in chiesa. Hanno per esempio rubato anche pochi euro custoditi in un cassetto e hanno rotto un telefono a gettoni per prendere le monete.
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Ieri notte, nella cappella dell'Arciconfraternita del Santissimo Sacramento di San Domenico Maggiore, sono stati rubati diversi oggetti di valore, tra cui tre statue del Settecento, una tela del Seicento e una scrivania di inizio Ottocento. I ladri, armati di piede di porco e a bordo di un autocarro, hanno forzato il portone di ingresso e si sono introdotti nella cappella. La scoperta è stata fatta poco dopo le 11,30 di ieri mattina da un sacerdote. I ladri hanno anche rubato pochi euro custoditi in un cassetto e hanno rotto un telefono a gettoni per prendere le monete.
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